Stabilità, in bilico ritocco fondi pensione
ROMA Cantiere ancora aperto per la manovra che si avvia al rush finale in Senato. Sarà la prossima, infatti, la settimana clou per portare a casa nuove modifiche rispetto alle correzioni già introdotte alla Camera, perché al terzo passaggio a Montecitorio (si punta a farlo prima di Natale, forse già entro domenica) non ci saranno più margini per ulteriori interventi. E tra misure spuntate in emergenza e decine di micro-finanziamenti, contenuti nel pacchetto di circa ottanta emendamenti presentati dallo stesso esecutivo, la coperta rischia di essere troppo corta per venire incontro alla modifica più attesa a Palazzo Madama, la riduzione delle tasse sui fondi pensione. L'intervento non fa parte del pacchetto governo, anche perché più volte si è sottolineata l'intenzione di sfruttare gli emendamenti parlamentari il più possibile. E i senatori, di tutti i gruppi, hanno presentato la richiesta di contenere l'aggravio fiscale sui rendimenti dei fondi della previdenza integrativa, che con la legge di Stabilità passano dall'11 al 20%. Si era ipotizzato di scendere al 17%, ma ci sarebbero ancora divergenze, nonostante l'apertura a rivedere la tassazione che l'esecutivo aveva fatto già alla Camera. Il nodo resta quello delle risorse, visto che ogni riduzione di un punto costa all'incirca 38 milioni di euro. Una decisione potrebbe arrivare oggi. Al vaglio dei senatori, dopo la scrematura tra inammissibilità e segnalazioni da parte dei gruppi, restano circa 6-700 dei 3800 emendamenti iniziali, molti dei quali sugli stessi temi, come il regime dei minimi o dell'Irap per piccolissime imprese e autonomi, così come sul ridimensionamento del taglio ai patronati. Un altro capitolo che potrebbe trovare spazio, e su cui c'è un forte pressing di Scelta Civica e di Ncd, è quello delle partecipate locali, anche se l'orientamento sarebbe quello di farlo con un provvedimento complessivo a inizio anno, piuttosto che con misure spot in manovra. Ma il clima, anche dopo l'inchiesta su Roma, potrebbe alla fine far propendere per anticipare almeno una parte delle misure con la manovra. Sarà poi da vedere se tutte le proposte del governo riusciranno a passare. Alcune misure già hanno scatenato polemiche, come quelle per semplificare la realizzazione di infrastrutture energetiche o l'aumento dell'Iva sul pellet che già vede il Carroccio sulle barricate. E un "grido di dolore" arriva anche dalla Federazione Sistema Gioco Italia di Confindustria che definisce «insostenibili e irrealizzabili» le misure riviste sui giochi, per mettere in sicurezza le coperture e rispondere ai rilievi Ue (dubbiosa proprio per l'impatto sui saldi). Con 500 milioni di tassazione in più «a carico in pratica di 13 aziende - dicono i diretti interessati - si condanna a morte l'intera filiera industriale». In compenso il governo incassa il plauso del direttore generale dell'Aifa Luca Pani, per il «risultato straordinario» raggiunto con il finanziamento del fondo per la lotta all'epatite C. Nella legge è contenuta anche la "medicina" per i conti della Regione Piemonte, con la nomina del presidente Sergio Chiamparino a Commissario straordinario e «l'apertura di una contabilità speciale» separata. Si risolve così, se l'emendamento verrà approvato, il nodo sollevato dalla Corte dei Conti sul pagamento dei debiti dell'ente a imprese e fornitori: 2,5 miliardi nel 2013, oltre 500 milioni quest'anno.