Un Consiglio senza opposizione
BANCHETTE È teso come una corda di violino il clima tra le forze di maggioranza e di opposizione in consiglio comunale. Paradigmatica l'ultima assise convocata per l'assestamento di bilancio e l'approvazione di alcuni importanti punti tra cui il regolamento per l'istituzione degli ispettori ambientali. I consiglieri del gruppo Uniti per Banchette, Patrizia Bianco e Maurizio Cieol, non hanno partecipato ai lavori del Consiglio, mentre Angelo Menegatti, esponente dell'altro gruppo di minoranza se n'è andato alla fine. Diverse le motivazioni che stanno all'origine delle loro prese di posizione, ma entrambe sfociano in una rottura del dialogo con la maggioranza del sindaco Franca Sapone. Menegatti contesta il fatto di non poter più avere accesso al municipio. «Hanno cambiato la serratura a nostra insaputa – sostiene il consigliere – senza più dare la possibilità ai gruppi di minoranza di riunirsi in municipio. Mi sembra un fatto molto grave di limitazione delle libertà. Sono contrario inoltre all'istituzione del corpo di ispettori ambientali. A questo scopo potrebbero essere utilizzate le figure già presenti in Comune: all'ufficio tecnico e tra i vigili». Il sindaco ha una visione diversa su entrambi gli aspetti: «Abbiamo dovuto cambiare le serrature per una questione di sicurezza: negli uffici ci sono documenti riservati, per cui l'accesso deve avvenire negli orari di apertura. Ma alle minoranze abbiamo concesso l'utilizzo del salone Pinchia. Abbiamo già dato loro le chiavi. Ricordo invece che il corpo degli ispettori ambientali è fatto da volontari, mentre la formazione viene curata da Scs, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti». Cieol contesta invece gli aspetti formali. «Il consiglio comunale era stato convocato coerentemente al regolamento per la convocazione dei consigli comunali straordinari – osserva Cieol – ma il testo della bozza di delibera ci è stato inviato solo con due giorni di anticipo. Non abbiamo quindi avuto il tempo di studiare la documentazione. A ciò si aggiunge il mancato rispetto istituzionale del nostro ruolo. Invitiamo invece la maggioranza a mantenere il modus operandi adottato dall'ex amministrazione che aveva preso l'abitudine di convocare il Consiglio dopo aver chiesto la disponibilità alle minoranze. Utile ai fini di una corretta dialettica democratica sarebbe poi la convocazione delle riunioni dei capogruppo e la pubblicazione delle delibere di giunta nei tempi corretti, e non un mese dopo». Lydia Massia