MENO CARTA LE NOTIZIE SONO OVUNQUE

DALLA PRIMA DELL'INSERTO ITALIA ANNO 2043 Certo, oggi per un giovane è difficile immaginare che solo mezzo secolo fa, grazie all'invenzione di Gutenberg, centinaia di migliaia di copie di giornali venissero stampate ogni notte, caricate sui furgoni, portate nelle edicole o direttamente nelle case degli abbonati e sfogliate con il gusto di leggere le notizie del giorno prima. All'epoca, le uniche informazioni predittive contenute nei quotidiani erano l'oroscopo e le previsioni meteo ed entrambe avevano un grado di approssimazione ridicolo ripetto ai normali servizi di notizie anticipate oggi disponibili su qualunque dispositivo. Per tornare all'attualità, è di questi giorni l'annuncio di un nuovo brevetto della Apple: un foglio elettronico dello spessore di un capello, indistruttibile, completamente flessibile e impermeabile, con schermo ad altissima risoluzione e 256 giga di memoria, utilizzabile anche come rivestimento per qualunque superficie o tessuto. Si tratta di capire quale sarà l'utilità di un prodotto del genere, che segna in un certo senso una sorta di ritorno all'antico: la necessità di avere un oggetto sul quale visualizzare le informazioni, anziché accontentarci della proiezione oculare quando siamo in mobilità o del più comodo visore tridimensionale da casa e da ufficio. D'altra parte, il problema dell'informazione oggi non è certo rappresentato dagli strumenti e dalle piattaforme. Il problema vero è la qualità, da quando si è cominciata a mettere in discussione l'efficacia degli algoritmi di produzione dei notiziari, dopo la scoperta che alcuni di essi sarebbero stati tarati ad hoc per nascondere le notizie ansiogene ai pazienti in stato pre-depressivo. La personalizzazione del flusso informativo il suo adattamento allo stato d'animo degli utenti è una prassi nota da almeno trent'anni, da quando nel 2014 Facebook – un social network all'epoca molto in voga – condusse i primi esperimenti di manipolazione. Poi le tecniche vennero affinate fino a raggiungere il grado di precisione odierna. Ma a preoccupare, adesso, è che a controllare il flusso variabile delle notizie non sia più la nostra volontà, seppure mediata dai calcoli algoritmici, ma un soggetto esterno. Da qui l'importanza di salvaguardare il buon giornalismo come baluardo della qualità dell'informazione: saper verificare l'efficacia di un algoritmo è ancora una parte importante della nostra professione, così come vigilare affinché nelle ricostruzioni degli scenari in realtà virtuale non vengano tolti o aggiunti elementi narrativi che magari servono a dare un po' di "colore" ma certo non aiutano a far emergere la verità dei fatti. Sta cambiando anche il modo di informarsi. Un recente studio ha stabilito che il momento di maggior attenzione dell'utente si può avere al mattino, quando non ha ancora indossato nessun device e la sua mente si può concentrare sulle informazioni essenziali che gli arrivano dallo sportello del frigorifero. Se dunque lavorate in una redazione e cercate la massima diffusione per una notizia di servizio, o una previsione di trend per le prossime 24 ore, curate molto bene la sezione frigorifero della vostra struttura editoriale. Tornando allo scenario italiano, c'è da registrare un trend positivo nella diffusione dei sensori personali: l'ultima generazione di microchip sottocutanei sembra aver risolto alcuni problemi di durata della batteria. Ora la capacità di archiviazione video è di fatto illimitata e il nuovo abbonamento Rai consente di immagazzinare l'intero palinsesto annuale per poi riprodurlo su ogni dispositivo a piacimento con una semplice pressione del polpastrello sul polso. Diventa più efficiente anche la raccolta dei dati personali in tempo reale, così da poter programmare con maggiore precisione la frequenza del trasporto pubblico su determinate linee, il riscaldamento negli ospedali e la fornitura di carburante nelle stazioni di servizio. Ma anche le aziende editoriali possono affinare i propri sistemi di profilazione grazie al feedback degli utenti e migliorare così il servizio di notizie predittive, la cui efficacia oggi si ferma al massimo alle prossime 48 ore: l'esigenza di conoscere i trend almeno settimanali è inderogabile. Andrea Iannuzzi @Aiannuzzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA