La sicurezza in paese Una priorità per il sindaco
MAZZÈ Anche il tema della sicurezza ora diventa prioritario nell'agenda fitta di impegni del sindaco Marco Formia. Questo dopo la rapina ai danni della coppia di anziani pensionati e dell'ondata di furti (sono una dozzina) che si è registrata in questi giorni nella frazione Tonengo, già meta di scorribande per i soliti ignoti che a fasi alterne si rendono protagonisti di truffe agli anziani e razzi negli appartamenti. «L'esigenza di sicurezza si percepisce incontrando i cittadini. Quindi -dice Formia - come istituzioni siamo chiamati a dar loro delle risposte. Come amministrazione chiederemo l'intervento del Prefetto di Torino che informeremo ufficialmente della situazione difficile che stiamo vivendo attraverso una delibera che porteremo alla discussione del Consiglio comunale convocato per il prossimo venerdì. Inoltre - prosegue Formia - consultandomi prima con i sindaci dei comuni limitrofi proporrò l'apertura di una tavolo di crisi, che dovrà trasformarsi in un'occasione di confronto sereno tra amministratori e forze dell'ordine con lo scopo di dare delle risposte ai cittadini. Penso all'organizzazione di incontri informativi con i carabinieri, all'istituzione di un numero verde oppure all'installazione di sistemi di videosorveglianza. Azioni che per essere veramente efficaci devono essere allargate a tutto il calusiese». Obiettivo del sindaco è quello di evitare la nascita di comitati di sorveglianza del paese da parte di cittadini. Insomma niente ronde. «Quelle sono pericolose - osserva Marco Formia – pur comprendendo le preoccupazioni dei cittadini». Intanto i due anziani vittime della rapina, nella loro villetta di via 1° maggio, si sono ripresi dallo choc, ma preferiscono non raccontare la brutta esperienza di cui sono stati loro malgrado protagonisti. A parlarne è la nuora. «I miei suoceri sono molto anziani, hanno entrambi più di 80 anni e devono poter essere lasciati tranquilli. Quella sera, sorpresi mentre dormivano, non avevano subito violenze fisiche ed erano rimasti colpiti dall'affermazione di uno dei malviventi: "Abbiamo fame e per questo dobbiamo rubare" avrebbe detto uno di loro». Intanto dalle prime indagini dei carabinieri della stazione di Caluso è emerso che a compiere la rapina erano stati in tre. E tutti sarebbero italiani, poi fuggiti a piedi. Non si esclude che la banda sia responsabile anche degli altri furti, avvenuti in una dozzina di case della frazione Tonengo. (l.m.)