Cronistoria di un fallimento ultima illusione il gruppo Gavio
CUORGNÈ L'affaire Manifattura 2001 sul mai decollato progetto di restyling dell'ultimo lotto di località Bandone della Vecchia filanda ha fatto scrivere fiumi di parole, La nascita della società, costituita dal Comune di Cuorgnè, dall'Asa e dalla Comunità montana Alto Canavese, era stata fortemente caldeggiata dalla passata amministrazione Vacca Cavalot. Tutto iniziò con l'approvazione, nel settembre 2007, da parte del Consiglio comunale, del Piano esecutivo convenzionato (Pec). L'ambizioso intervento di recupero, per un importo di spesa di 13 milioni di euro, prevedeva la realizzazione al piano interrato di autorimesse e depositi, al piano terreno di unità commerciali. Il primo piano sarebbe stato in parte destinato al terziario ed in parte al residenziale, mentre il secondo piano sarebbe stato interamente adibito a residenziale. In tale area (la superficie complessiva ammonta a 30mila metri quadrati), avrebbero anche dovuto trovare spazio le tre "famose" piscine ed una palestra polifunzionale. Nel marzo 2011, era stato segnalato l'interesse del gruppo Gavio, colosso piemontese del settore trasporti ed autostrade, che avrebbe manifestato la propria disponibilità ad intervenire sull'intera area per tutto il Pec previsto (oltre alla parte inerente alla quarantina di alloggi di edilizia agevolata, anche relativamente a quella parte destinata ad uso commerciale ed a servizi). Ma l'agognato progetto, come noto, non è mai riuscito a mettere le ali. Il 14 dicembre 2011, all'unanimità, il Consiglio comunale cuorgnatese attualmente in carica ha approvato la messa in liquidazione della società Manifattura 2001 dando, di fatto, il nulla osta all'operazione che scrive la parola fine ad una vicenda che definire controversa pare quasi un eufemismo. (c.c.)