«Fine di un incubo dopo 13 anni»
IVREA Si chiude dopo 13 anni la vicenda della presunta truffa milionaria degli alloggi a Parigi che aveva avuto tra le sue vittime Guglielmo Epifani, oggi parlamentare europeo e all'epoca dei fatti segretario della Cgil. Si è concluso con la prescrizione il procedimento penale a carico dell'agenzia immobiliare Apco di Ivrea della quale sono titolari ed erano imputati i coniugi Paolo Cardinale, 72 anni, e Maria Teresa Del Signore, 70 anni, difesi dagli avvocati Giorgio Oberto Tarena e Carlo Ardissono. È con grande amarezza che Paolo Cardinale ripensa a questa vicenda. «Ci sono voluti tanti anni per riconoscerci quello che noi già sapevamo, ovvero di essere innocenti – ha commentato – ma più ancora del tempo, ciò che ci lascia amareggiati sono i tanti soldi, centinaia di migliaia, spesi per sanare una situazione della quale eravamo noi stessi le vittime in aggiunta al considerevole danno di immagine subito dall'agenzia con la pubblicità data a questa vicenda». I fatti risalgono tra 2001 e il 2003, quando una trentina di persone tra le quali Epifani avrebbero acquistato alloggi in uno stabile da ristrutturare nel centro di Parigi a pochi passi dall'Operà. Era stato proprio Epifani a presentare la denuncia. Dopo aver acquistato l' appartamento, come altri acquirenti, lamentò problemi legati ai lavori di ristrutturazione dell'intero immobile e ad alloggi ancora occupati dai vecchi inquilini che la legge francese tutela in materia di sfratto. L'inchiesta, condotta dalla Finanza, ha richiesto anni portando nel 2005 alla denuncia dei due responsabili della Apco. Le indagini, però, erano andate a rilento e nel frattempo si susseguivano tra i vari attori una serie di cause civili, trattative, transazioni e molto altro. «Negli anni tra il 2005 ed il 2012 – spiega Cardinale – abbiamo risolto ogni problema relativo all'immobile. Gli alloggi occupati venivano liberati, l'azienda che ristrutturava sostituita e terminati i lavori e alla fine tutte le persone che avevano partecipato all'operazione si sono ritrovate con un alloggio dal valore superiore a quello di acquisto». E, quindi, sostanzialmente anche l'ipotesi della truffa veniva a decadere come sostengono gli avvocati difensori. «Ci sono stati numerosi intoppi di natura giudiziaria e non solo – ha spiegato l'avvocato Oberto Tarena – contro la volontà stessa dei nostri assistiti che avevano ricevuto mandato da una società francese proprietaria dello stabile parigino. Quest'ultima era fallita trascinando anche la ditta incaricata della ristrutturazione degli spazi comuni dello stabile. Senza contare che Apco ha dovuto sborsare soldi persino per agevolare l'uscita di alcuni inquilini francesi che avevano diritto di occupazione in due alloggi e che la loro presenza impediva la vendita ed il recupero globale dell'edificio». (val.gro.)