La Fidas chiede spazi idonei per promuovere l'attività
FAVRIA Non si smorzano, a Favria, le polemiche per la rimozione decisa dall'amministrazione Ferrino (in seguito alla segnalazione di un cittadino) dei manifesti privi del timbro della ditta di affissioni e ritenuti, pertanto, abusivi, che pubblicizzavano la donazione di sangue del 14 novembre organizzata dal locale Gruppo comunale della Fidas presieduto da Giorgio Cortese. «Sono almeno una quindicina d'anni che noi, come donatori di sangue, invitiamo la gente alla donazione anche attraverso questo semplice ma immediato sistema di promozione - si era difeso Cortese -. Siamo in difetto, in errore? Avremmo preferito essere convocati per chiarire la nostra posizione. Non è propaganda politica quella che facciamo, né una partita tra scapoli e ammogliati: noi raccogliamo sangue». «La legge che disciplina la materia è precisa e, nostro malgrado, pur trattandosi della Fidas, abbiamo dovuto applicarla- aveva replicato il sindaco -. Niente di personale con Cortese e l'associazione che rappresenta. Cercheremo di trovare una soluzione adeguata per tutte le onlus». Ora, il presidente della Fidas ha deciso di prendere carta e penna e scrivere a Ferrino, e per conoscenza a tutti i consiglieri comunali, per chiedere che venga messa a disposizione di tutte le associazioni del Comune di Favria, regolarmente iscritte all'albo dei beneficiari, degli spazi per la propaganda. «Ci aspettiamo una risposta urgente - afferma Cortese -, che ci auspichiamo non sia solo di auguri ma di scelte che siano in linea con lo spirito dello statuto comunale, che non è solo un semplice foglio di carta, ma le leggi fondamentali della nostra comunità. Come associazioni favriesi abbiamo tutti pari diritti e dignità». (c.c.)