Dimesso dal Pronto soccorso mentre era uscito, esposto

IVREA Racconta di un episodio che gli è accaduto martedì, al pronto soccorso. Lucio Martinetti, 53 anni, imprenditore, volto noto dell'associazionismo in città, ha sottoscritto un esposto al commissariato di polizia. Si è presentato al pronto soccorso alle 12,19, ed è registrato come "persona indisposta", codice verde. Il giorno prima, mentre faceva dei lavori in casa, Martinetti è stato vittima di un episodio che, lì per lì, è stato spiacevole ma ha lasciato correre. «Martedì mattina - dice - non mi sentivo bene. Avevo mal di testa e nausea. Ho letto dei sintomi e ho associato il fatto a quanto mi era accaduto. Ho avuto il timore di poter aver contratto qualche infezione o la leptospirosi». «Sono andato direttamente in ospedale - aggiunge - e quando mi hanno detto che dovevo consultare il mio medico curante io ho risposto che ci sarei andato, ma a quel punto mi hanno detto di fermarmi lì». Il codice verde indica che non c'è urgenza. Alle 17,40, Martinetti racconta di uscire fuori dal Pronto soccorso: «Sono andato a mettere un nuovo biglietto per l'area di sosta e ho fatto qualche telefonata personale. Quando sono rientrato, alle 18,10, il mio numero (il 548) era stato superato (c'era il 552). Ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che ero stato dimesso perché mi avevano chiamato e io non c'ero. E che potevo rifare il triage, per rispetto alle persone che erano in sala». Martinetti insiste: «Ho detto che volevo parlare con il medico, sapere il nome, ma mi hanno risposto che c'è la privacy. Ma quale privacy? I dipendenti pubblici devono avere un tesserino di riconoscimento». Insiste: «Mi hanno poi riferito che la dottoressa ha confermato che ero stato dimesso e dovevo rifare il triage. Era strapieno di gente». A quel punto, Martinetti va in commissariato e sottoscrive un esposto su quanto accaduto. Girato l'episodio alla direzione dell'Asl/To4, il direttore generale Flavio Boraso risponde che la segnalazione è stata portata al responsabile del Pronto soccorso. E spiega: «Al momento dell'accesso l'infermiere gli aveva suggerito di rivolgersi al medico curante, non trattandosi di una prestazione di competenza al pronto soccorso. Il signore in questione si è presentato in Pronto soccorso non perché accusava problemi di salute, ma per ricevere informazioni su un potenziale rischio per la sua salute derivante da un episodio del giorno prima». E aggiunge: «In ogni caso, il signore è stato chiamato più volte per la visita, ma non essendo presente in sala d'attesa, la sua cartella è stata chiusa. Si tratta di una procedura puramente amministrativa, che il medico deve effettuare quando non è possibile effettuare la visita. Nei casi in cui l'utente rientri dopo la chiusura della cartella, come in questo caso, serve un nuovo accesso al triage, ma, di prassi, si cerca poi di farlo accedere alla prima sala libera senza farlo ulteriormente attendere. Il signore, però, ha interrotto il colloquio con gli operatori ed è uscito».