Bolletta telefonica salata Condannato bidello

di Vincenzo Iorio wBORGOFRANCO Quella bolletta telefonica cresciuta a dismisura aveva subito fatto drizzare le antenne del direttore della scuola elementare di Borgofranco. All'inizio nessuno sospettava di lui, di quel bidello che prima di allora non aveva mai dato problemi. Ieri mattina Gennaro Capalbo, 48 anni, è stato condannato a due mesi e 20 giorni (pena sospesa per effetto della condizionale). A lui il pm Giuseppe Drammis contestava una settantina di telefonata effettuate durante l'orario di lavoro per un valore di circa 160 euro. Soldi in gran parte risarciti dall'imputato al Comune di Borgofranco, titolare dell'utenza telefonica della scuola, attraverso pagamenti rateali. I fatti risalgono al periodo tra il febbraio e il marzo del 2008. È l'allora direttore scolastico del circolo didattico di Pavone, Reginaldo Palermo, a chiedere al bidello conto di quelle telefonate, la maggior parte effettuate su utenze fisse dell'Eporediese e della Valle d'Aosta, alcune anche su telefoni cellulari. L'uomo tentenna un po', ma davanti all'evidenza dei fatti ammette spiegando che quelle telefonate erano state effettuate per motivi personali e che erano tutte urgenti. L'episodio finisce in Procura e l'uomo viene iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di peculato (pena da 4 a 10 anni). L'uomo, che in tribunale non si è mai presentato, viene così processato da un collegio di giudici (presidente Carlomaria Garbellotto). Ieri però, su richiesta della difesa - l'avvocato Luca Achiluzzi - il capo d'imputazione è stato modificato in peculato d'uso (pena da 6 mesi a tre anni). L'imputato ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita.