Unione montana, è tutto come prima
LOCANA Il sindaco di Alpette Silvio Varetto riconfermato presidente dell'Unione montana Gran Paradiso. È ancora lui alla guida dell'ente nato soltanto un anno e mezzo fa, ma ha già dovuto rinnovare il suo consiglio e le cariche poiché i 4 Comuni che lo compongono sono andati al voto la primavera scorsa. L'elezione del presidente è avvenuta sabato a Locana nel corso della seduta di insediamento del nuovo consiglio dell'Unione, che ha visto anche la riconferma degli altri componenti della giunta: i sindaci di Locana Giovanni Bruno Mattiet (vice presidente), di Sparone, Anna Bonino (assessore) e di Ribordone, Guido Bellardo Gioli (assessore). Riconferme che vogliono essere un segnale di continuità, come ha sottolineato Anna Bonino rispondendo al rappresentante delle minoranze consiliari, nonché consigliere comunale di Sparone, Giovanni Meaglia, il quale, invece, in nome dell'alternanza rivendicava la presidenza per il suo Comune. «Alpette ha avuto per oltre dieci anni la presidenza della Comunità montana con Marino Ceretto, Locana per vent'anni con Albino Bellino - ha detto Meaglia -. Sarebbe stato più logico passare la mano a Sparone oppure a Ribordone per valorizzare i centri più piccoli». Una divergenza di vedute che lo ha portato ad astenersi dal votare Varetto e la giunta. Meaglia, inoltre, ha annunciato che continuerà a lavorare per ricompattare gli 11 Comuni delle due valli affinché non vada disperso il patrimonio della Comunità montana, sostenuto da Danilo Goiettina di Alpette e da Mauro Guglielmetti di Locana, rappresentanti delle minoranze in pectore che per ora siedono al suo fianco senza diritto di voto (lo avranno dopo la modifica dello statuto).Varetto ha iniziato il suo secondo mandato da presidente senza presentare un programma: «Non abbiamo risorse - ha detto -. Siamo una delle prime cinque Unioni montane, ma finora non abbiamo ricevuto fondi, solo 5 mila euro per la cancelleria. Ci auguriamo che la Regione sblocchi presto le risorse e che il commissario della Comunità montana faccia la sua parte, liquidandola». Bruno Mattiet ha evidenziato le problematiche legate alla mancanza di soldi e al futuro del personale della Comunità montana (costa circa 400 mila euro all'anno e dovrebbe essere assorbito dai nuovi enti) e la riorganizzazione del servizio di Protezione civile. (o.d.p.)