Acquisizione Asa, situazione caotica
di Mauro Michelotti wCASTELLAMONTE Sono ore decisive per venire a capo della complessa vicenda legata all'acquisizione del ramo d'azienda di Asa. Due riunioni in due giorni, l'ultima giovedì pomeriggio, protrattasi fino alla tarda serata, non hanno sciolto i nodi e il rebus resta in piedi, ma i tempi sono strettissimi e il Consiglio di amministrazione del Consorzio canavesano ambiente, anche alla luce del pronunciamento dell'Autorità nazionale anticorruzione che vigila sui contratti pubblici («la polizza fideiussioria è stata rilasciata dal consorzio Fidiroma, non abilitato a quel tipo di attività»), non può più tergiversare. Una ventina i partecipanti al tavolo tecnico di giovedì, a Palazzo Antonelli, a Castellamonte, in larga parte amministratori dei 51 Comuni che erano parte del consorzio Asa, ed esponenti dello stesso Cca. Tre le ipotesi che si son fatte strada: l'assegnazione a Teknoservice è macchiata da un'irregolarità, i secondi classificati (allora era l'accoppiata San Germano - Ederambiente) la impugnano ribaltando a loro favore la situazione; il Cca chiede a Teknoservice un'integrazione presentando una nuova polizza fideiussoria; il Consorzio canavesano ambiente ritiene che non ci sono le condizioni per andare avanti e si procede con la pubblicazione di un nuovo bando. I rumors indicherebbero questa terza ipotesi come la più plausibile. Se la polizza stipulata da Teknoservice con Fidiroma è motivo di esclusione, e lo è stata per San Germano ed Ederambiente come fa testo la delibera del 23/11/2012, nessuna delle procedure negoziate per l'acquisizione del ramo d'azienda Asa può reggere. Bisogna azzerare e ripartire. Con quali conseguenze? In questa storia trita e ritrita si è andati avanti a colpi di ricorsi, pronunciamenti del Tar, riunioni su riunioni da parte della commissione aggiudicatrice, nuovi pronunciamenti e nuovi ricorsi. Teknoservice potrà obiettare che per larga parte il debito contratto è gia stato saldato, e nel contempo ha fatto investimenti sui mezzi e sulle strutture. Se mai dovesse venire esclusa chi rifonderà alla ditta di Piossasco i soldi che ha speso? Altri potrebbero obiettare che se una cosa nasce storta, per quanto la si raddrizzi, dritta del tutto non lo sarà mai. In tutto questo, ci sono i dipendenti ex Asa, ora Teknoservice, quelli che martedì scorso hanno inscenato la protesta davanti al municipio di Ivrea con slogan e striscioni dove si chiede a gran voce di finirla coi ricorsi e di lasciar lavorare chi chiede soltanto di poterlo fare. Un brusco stop potrebbe avere pesanti ripercussioni. Ma questo, alle società ricorrenti, interessa ben poco a quanto pare.