Napoli, il Tar rimette in sella de Magistris
di Ferruccio Fabrizio wROMA Luigi de Magistris torna a fare il sindaco di Napoli. Almeno fino a nuovo giudizio della Corte costituzionale. Ma per ora incassa una vittoria dalla prima sezione del Tar Campania presieduta da Cesare Mastrocola che ha accolto il suo ricorso contro la sospensione del prefetto dopo la sua condanna a un anno e tre mesi per l'inchiesta Why not. Il tribunale amministrativo ha deciso di inviare gli atti alla Consulta per non manifesta infondatezza della questione di legittimità degli articoli 10 e 11 della legge Severino, quelli che disciplinano la sospensione in caso di condanna. E su cui ora si riapre giocoforza la querelle giuridico-politica. Intanto, ieri al Comune era un giorno di festa. I pugni alzati del capogabinetto Attilio Auricchio sorridevano alle dita in segno di vittoria del sindaco, tra gli applausi e le congratulazioni di tutto lo staff. «Ho grande emozione perché mi viene riconosciuto un diritto costituzionale - ha commentato de Magistris -. Continuerò a fare il sindaco di strada perché dalla gente ho ricevuto affetto dopo gli attacchi durissimi che ho subito. Uno dei più grandi dal Csm presieduto dal capo dello Stato. Questa è una città che non si piega e la mia è una vicenda surreale. Ho subito troppe ingiustizie da uomo delle istituzioni ma meno male che una parte della ferita è stata sanata dalle stesse istituzioni». Il presidente del Tar Campania, prima della sentenza, aveva sottolineato che il quesito era di «grande complessità giuridica». E de Magistris nei giorni scorsi aveva trasferito il suo mandato sospeso dagli uffici ai quartieri. «La mia gente è il vero potere forte - ha polemizzato ancora - quello di cui tanti hanno paura, soprattutto il potere affaristico e politico che ha cercato di mettere le unghie addosso e farci cadere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA