Il magazzino Olivetti passa di mano
di Rita Cola w SCARMAGNO Stop alla gestione del magazzino Olivetti da parte di Telis. La notizia, che era già nell'aria da settimane, con un lento incedere verso il baratro della società che in Canavese ha oltre 200 dipendenti e che ha visto andare in fumo gli stabilimenti dell'ex comprensorio Olivetti il 19 marzo di un anno fa, è stata ufficializzata lo scorso lunedì al sindacato. Olivetti ha deciso di affidare ad un'altra società la gestione del magazzino di Scarmagno, dove ci lavorano quarantadue persone anche se, negli ultimi tempi, con la cassa integrazione, in servizio non erano mai più di trenta-trentacinque addetti. Ad aggiudicarsi il servizio è stata la Teklog, operatore logistico del Novarese, nato quindici anni fa e cresciuto con nuove acquisizioni e nuovi clienti. Da lunedì, quindi, il magazzino sarà gestito da Teklog, che si avvale di un consorzio di cooperative. Mercoledì, in Confindustria, l'azienda ha incontrato le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici. Ha espresso la volontà di assumere i lavoratori Telis. Lo farà attraverso una cooperativa che assumerà i lavoratori con il contratto metalmeccanici e, al tavolo, è stato detto che saranno garantiti i diritti acquisiti fin qui. Il tempo, però, è pochissimo. E le domande più di una. Ieri pomeriggio, l'azienda ha parlato direttamente con i lavoratori. Siccome non c'è una cessione di ramo d'azienda, i lavoratori, per essere assunti nella cooperativa (all'inizio della prossima settimana) dovranno licenziarsi da Telis e, quindi, firmare il nuovo contratto individualmente. A ieri pomeriggio, il sindacato non sapeva esattamente quanti sarebbero stati i lavoratori che dovrebbero essere assunti dalla cooperativa. E le stesse valutazioni del sindacato sono diverse. Fabrizio Bellino, funzionario Fiom, osserva: «Io, onestamente, mi trovo in imbarazzo. Lo dico con onestà. Ci troviamo di fronte a una situazione anomala. Noi siamo un'organizzazione sindacale, facciamo delle trattative. Qui non c'è una cessione di ramo d'azienda, si è arrivati all'ultimo minuto e si chiede ai lavoratori di licenziarsi per essere assunti da una cooperativa. In questa storia di Telis ne abbiamo sentite di tutti i colori. Io ancora ricordo quel giorno, in Comune a Ivrea, quando si parlava di una multinazionale che avrebbe dovuto investire in Canavese e assumere i lavoratori Telis. Dopo un anno e mezzo di difficoltà e di dichiarazioni a vuoto, ci troviamo di fronte ad assunzioni individuali di un gruppo di lavoratori addetti al magazzino Olivetti. Scusate se sono un po' perplesso. Poi, certo, capisco che le persone siano sfinite e abbiano bisogno di avere un lavoro e di vivere tranquillamente». Che la situazione sia anomala è un dato di fatto. Bruna Tomasi, funzionaria Fim, osserva: «Tutto si può dire e, in questi mesi, ragionamenti ne sono stati fatti a non finire. Però poi, purtroppo - e sottolineo purtroppo - bisogna fare i conti con la realtà. E la realtà è che Olivetti ha assegnato a un'altra società la gestione del magazzino. E che questa società non sarebbe obbligata a servirsi dei lavoratori che, fino ad oggi, si sono occupati di quel servizio. Ma lo vuole fare e vuole procedere con le assunzioni. In Telis la situazione è disperata, non ci sono commesse e la gente ha bisogno di lavorare. E hanno bisogno di lavorare tutti gli addetti di Telis, da un anno e mezzo in una situazione insostenibile, per non dire altro». Alberto Mancino, segretario Uilm, osserva: «La nuova società non è affatto obbligata ad assumere le persone, ex Olivetti passate attraverso mille traversie, per la gestione del magazzino. La cooperativa ha assicurato che farà assunzioni con il contratto metalmeccanici. Io, da parte mia, ho chiesto che la società che ha avuto il lavoro da Olivetti costituisca una new company per assumere questi addetti. Mi hanno detto che non ci sono i tempi, ma io mi auguro che si possa fare lo stesso in seguito. A me, come ho sempre detto, interessa la messa in sicurezza dei lavoratori e, soprattutto, risposte concrete. E sono il primo che pensa che sarebbe stato meglio una soluzione complessiva, di sistema, per tutti. E, dirò di più: mi pare paradossale che, in tutti questi mesi, le istituzioni abbiano assistito e assistano a un declino legato alle commesse che si sfilano una dopo l'altra senza riuscire a individuare una soluzione». Per lunedì pomeriggio, intanto, è previsto un nuovo incontro in Regione, sollecitato dalle organizzazioni sindacali che, a loro volta, chiedono con forza una convocazione al ministero per lo Sviluppo economico in quanto Telis ha più stabilimenti in Italia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA