«Basta contratti senza tutele Il lavoro non è un privilegio»

ROMA Gli anni di precariato diventano decenni; la ricerca di un posto di lavoro dignitoso, tutelato e pagato si impantana in contratti senza ferie e malattia. «Pensione? Io non l'avrò. Sono biologa, con dottorato e master. Lavoro in università a Sassari, mi occupo di ricerca, e sono precaria da 23 anni» racconta Patrizia Marongiu. Parte dalla Sardegna, «isola disperata, dove il lavoro non c'è e non si fa nulla per crearlo, dove aumentano le file alla Caritas e per risparmiare non si va dal medico». Per raggiungere piazza San Giovanni, «partiamo in tanti, in nave, in aereo, ci paghiamo il viaggio per far sentire la nostra voce». «Ho avuto tutte le forme contrattuali previste dal mio ordinamento, accedendo per concorso - racconta -, sottopagate e senza tutele. Come me, la maggior parte di chi lavora in università e nei centri di ricerca, perché mancano finanziamenti, il jobs act è già in prova». Perché manifesta a Roma? «Perché ci stanno togliendo tutti i diritti portandoci dalla lotta di classe alla lotta interclasse. Il governo ha deciso di stare dalla parte delle grandi aziende. E mette i lavoratori gli uni contro gli altri. Chi ha la cassa integrazione viene quasi considerato un privilegiato. Bisogna pensare al lavoro stabile che permetta di programmare la propria vita. E invece si smantella non solo lo Statuto dei lavoratori ma anche la Costituzione che mette al centro il lavoro e la dignità del lavoratore. La dignità di chiedere non un privilegio ma un diritto: lavorare pagati e tutelati». Cosa pensa del bonus di 80 euro per le neomamme? «È uno spot. Si promette un bonus ma non si dà la possibilità di fare figli. Non ci sono asili, le rette sono alte, i ticket sanitari aumentano. Nei colloqui tornano in auge domande per sondare l'intenzione di diventare madre. Mettendo uno contro l'altro anche i generi, maschile e femminile».(c.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA