Nel testamento la casa va alla badante
di Vincenzo Iorio wFAVRIA Tutto comincia quando i parenti, nel maggio del 2008, scoprono tra decine di carte la parcella di un notaio. «Zia, perché questa fattura? Cosa sei andata a fare dal notaio?». Tutti cadono dalla nuvole. Un paio di telefonate, una visita nello studio professionale e salta fuori il perché di quella misteriosa fattura: la zia, nel dicembre del 2007, ha redatto un nuovo testamento, all'insaputa di tutti, intestando la nuda proprietà della sua casa di Favria e alcuni beni alla sua badante. Sette anni dopo la badante e il marito sono finiti sotto processo. Difesi dall'avvocato Andrea Bertano, sono accusati di circonvenzione d'incapace. A denunciarli i nipoti dell'anziana raggirata, una donna di 86 anni con seri problemi di salute, moglie di un noto imprenditore di Favria. Gli imputati sono Escaterina e Mihai Mattes, 46 e 52 anni, originari di Bacau (Romania), da anni residenti in Rivarolo. Sotto inchiesta era finito anche il notaio, Marco Cordero di Montezemolo, noto professionista di Rivarolo, ma la sua posizione è stata archiviata dal giudice delle indagini preliminari nell'aprile scorso. Ieri in tribunale hanno testimoniato i parenti della donna raggirata. «Mia zia non aveva nessuna ragione di fare un nuovo testamento, ma soprattutto non era in grado di intendere e di volere - hanno spiegato -. Da dieci anni è su una sedia a rotelle, non riesce a muoversi, a parlare, figurarsi se può firmare i documenti di un testamento e capire quello che stava facendo». Tra il materiale sequestrato durante l'indagine, i carabinieri hanno trovato anche diversi fogli su cui ci sono decine di firme dell'anziana donna. «Le avranno fatte prima di andare dal notaio, come prova - ha detto uno dei testimoni in aula -. Per fare quelle firme le hanno tenuto la mano, l'hanno guidata». Nell'udienza di ieri sono stati ascoltati anche i due imputati. «Ho sempre avuto ottimi rapporti con la famiglia della donna che assistevo - ha detto in aula Escaterina Matees -. Ho lavorato in quella casa per cinque anni e mezzo e la signora si fidava di me. Un giorno mi ha detto che avrebbe voluto aiutarmi e che mi avrebbe intestato la nuda proprietà della casa in cui viveva, mentre l'usufrutto sarebbe andato al marito». Escaterina Matees ha raccontato anche che prima di recarsi dal notaio per il testamento aveva accompagnato la donna dal medico di famiglia. «Ci ha rilasciato un certificato medico in cui la signora veniva dichiarata, nonostante i suoi problemi di salute fisici, in grado di intendere di volere». «E dov'è adesso quel certificato medico?» ha chiesto alla sua assistita l'avvocato Andrea Bertano. «Quando mi hanno cacciata di casa - ha detto la badante - quel certificato è rimasto nella loro casa. Ora non so che fine abbia fatto. Sembra essere sparito. Una copia era stata data all'assistente del notaio, ma anche quella è andata persa». Più marginale appare la figura del marito. «Io ho saputo del testamento - ha detto l'uomo in aula - solo quando sono arrivati i carabinieri. Io non lavoravo in quella casa con mia moglie».