«Meglio i soldi subito degli asili»
di Tecla Biancolatte wROMA Gigi De Palo, l'altra sera a Ballarò, in qualità di coordinatore di #iostoconipasseggini, lei ha chiesto al governo un bonus per i bambini. Renzi ha ascoltato la sua richiesta? Il bonus da 80 euro per i neo genitori dal 2015 al 2018 era quello che chiedevate? «Quello degli 80 euro alle neo mamme è un bel segnale, ma i genitori non pagano il mutuo a suon di segnali. Oggi in Italia le famiglie rischiano di entrare nella soglia di povertà in proporzione al numero dei figli. In attesa di una riforma fiscale seria che metta al centro la famiglia, si dovrebbero dare 80 euro per ogni bambino fino al compimento dei 18 anni. Faccio i conti della serva: da una parte c'è il minimo storico di natalità, con soli 514 mila bambini nati nell'ultimo anno in Italia, dall'altra il governo risponde con 500 milioni che sono pochissimi. Inizialmente Renzi aveva promesso questi 500 milioni alle famiglie numerose, poi è diventato un bonus per le neo mamme. Non è un incentivo alla natalità. C'è bisogno di uno choc: quindi 80 euro per ogni bambino, in base ovviamente all'Isee familiare». Civati nel suo blog scrive: "Vi prego: gli asili nido, non gli 80 euro". Anche la Cgil dice che 500 milioni previsti dalla bozza della legge di stabilità potrebbero finanziare 1000 asili nido per 60mila bambini. Hanno ragione loro? Lo stesso #iostoconipassggini è nato per protestare contro i rincari degli asili nido romani. «Civati probabilmente non ha figli e quindi parla in maniera astratta. Una famiglia ai servizi preferisce dei soldi in più, per decidere come gestirli. Se tu mi dai l'asilo nido gratis, ma poi non ho i soldi per pagare il dentista a mio figlio, allora è un problema. Cosa ci facciamo con mille asili nido se poi non facciamo più bambini? Per fare gli asili nido servono i bambini. Secondo la Federconsumatori crescere un figlio dagli 0 ai 18 anni costa 171.000 mila euro, le famiglie hanno bisogno di risorse». Qual è la priorità quindi? «Certamente un fisco più equo. In Italia si tiene conto della capacita retributiva e non contributiva: un genitore che ha figli ha lo stessa tassazione di chi non ne ha. Quoziente familiare, fattore famiglia, chiamateli come volete, ma bisogna tenere conto dei carichi familiari». ©RIPRODUZIONE RISERVATA