«Anche le tasse troppo alte frenano i matrimoni»

ROMA Non solo divorziati e omosessuali. Il Sinodo ha dibattuto per due settimane sulla famiglia a trecentosessanta gradi. D'altronde papa Francesco aveva chiesto che la ricognizione dei problemi fosse la più ampia possibile. Tante le novità emerse ma anche tante conferme. Sugli anticoncezionali, per esempio, nessun accenno alla pillola o altri metodi all'infuori di quelli naturali, riconosciuti già dall'Humanae Vitae di Paolo VI (scritta nel 1968) che infatti è puntualmente citata nel documento dei vescovi. Nei 62 punti della Relatio emerge la famiglia nuova. Anzi le famiglie. I vescovi hanno parlato delle famiglie monoparentali come delle coppie miste, dei nuclei che accolgono figli disabili a quelle che sono sempre più in difficoltà a causa della crisi economica. Poligamia, pornografia, violenza sulle donne: sono decine e decine i temi trattati nella Relatio. Apertura vita è intrinseca in matrimonio. Per questo occorre «un adeguato insegnamento circa i metodi naturali per la procreazione responsabile», è il breve passaggio della Relatio sugli anticoncezionali che non fa riferimento alle questioni pur sollevate, soprattutto dalle coppie laiche, durante i lavori. Ribadire virtù della castità. Nella preparazione dei giovani al matrimonio la Chiesa deve «ricordare l'importanza delle virtù. Tra esse la castità risulta condizione preziosa per la crescita genuina dell'amore interpersonale». Insegnare il perdono I pastori debbono saper accogliere «la sofferenza di coloro che hanno subito ingiustamente la separazione, il divorzio, o l'abbandono, oppure sono stati costretti dai maltrattamenti del coniuge a rompere la convivenza; il perdono per l'ingiustizia subita non è facile ma è un cammino possibile». Matrimoni misti. «Per i matrimoni interreligiosi sarà importante il contributo del dialogo con le religioni». Convivenze e nozze civili. Se l'unione, pur non consacrata in Chiesa, è caratterizzata da «stabilità», «affetto profondo», «responsabilità nei confronti della prole» può essere «un'occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio». Famiglie e crisi economica. Nelle riflessioni dei padri sinodali non sono mancati riferimenti alla difficile situazione materiale di molte famiglie. La crisi «spesso finisce per schiacciare le famiglie» per la «crescente povertà e precarietà lavorativa che è vissuta talvolta come un vero incubo o a motivo di una fiscalità troppo pesante che certo non incoraggia i giovani al matrimonio». Di fronte a questo i cristiani possono restare con le mani in mano? Per i vescovi no: è necessaria - scrivono nel documento - «una evangelizzazione che denunci con franchezza i condizionamenti culturali, sociali, politici ed economici, come l'eccessivo spazio dato alla logica di mercato». Per questo «va sviluppato un dialogo e una cooperazione con le strutture sociali, e vanno incoraggiati e sostenuti i laici che si impegnano, come cristiani, in ambito culturale e socio-politico».