«Per le polveri della centrale 2 mesi senza sapere i valori»

RIVAROLO Torna a farsi sentire il comitato Non bruciamoci il futuro, il sodalizio nato per contrastare la centrale a biomassa sorta nel sito dell'ex Vallesusa, a Rivarolo. Il passaggio dalla gestione commissariale del Comune alla nuova amministrazione comunale targata Rostagno ha, di fatto, un po' sedato gli animi che anche in campagna elettorale erano piuttosto accesi. Del resto, gli stessi slogan adottati da Rivarolo rinasce (La salute è centrale) preludevano, in caso di affermazione della coalizione che poi le elezioni le ha vinte davvero, ad un interesse costante, reale, sulle problematiche dell'impianto a biomassa. Ora, succede che secondo il comitato sono un paio di mesi (agosto e settembre) che il sistema di monitoraggio delle emissioni non avrebbe acquisito i valori delle polveri emesse dal camino della centrale a causa di un'avaria. «Quello che ci chiediamo - sottolineano da Non bruciamoci il futuro - , è se la centrale continua ad esercitare un'attività pur in mancanza di un controllo diretto sulle polveri in uscita dal camino stesso». Il comitato afferma di aver appreso queste news direttamente dal sito dell'Arpa Piemonte. Di questo, ma anche delle ultime vicende legate ai disservizi Teknoservice in materia di raccolta rifiuti, dovrebbe occuparsi la commissione consiliare Ambiente, presieduta dal vicesindaco Edoardo Gaetano, che potrebbe tornare a riunirsi a metà settimana. (m.mi.)