All'asta i letti delle suore

di Simona Bombonato wQUINCINETTO In questi anni i Comuni si sono venduti di tutto pur di fare cassa. Appartamenti, terreni, boschi, anche case a un euro da restaurare per tener vivo il borgo. Mancavano solo le camere da letto, inimmaginabile poi pensare a letti e comò utilizzati da suore. Quincinetto, un bilancio che pareggia sui tre milioni e il 60% dei trasferimenti in meno in quattro anni, lo ha fatto. Sabato prossimo, 25 ottobre, alle 9, in sala consiliare saranno aggiudicati al migliore offerente quattro letti, quattro comodini, un armadio a due ante con specchiera, due cassettiere appartenute alle religiose. Mobili suddivisi in due lotti (un lotto corrisponde a una cameretta doppia completa) che al momento il Comune custodisce nel magazzino vicino al municipio, impacchettati nei fogli di giornale per proteggerli dall'umidità. Si tratta di arredi dell'800 in noce massello che fino a qualche anno fa usavano le religiose che gestivano la scuola materna di Quincinetto, Ipab diventata poi comunale. Sono gli stessi mobili che, secondo i calcoli del Comune, potrebbero portargli in cassa un totale di 5.300 euro, sommando al primo lotto con importo a base d'asta di 3.800 il secondo da 1.500 (la camerette minimal). «Sì, è un'asta abbastanza insolita – sorride il segretario comunale Giovanni Lombardi –. Con il passaggio al Comune della materna siamo entrati in possesso anche dell'arredamento. E così è successo che al parroco sono andati gli arredi sacri che a noi non servivano. Il Comune invece ha spostato gli altri mobili in magazzino in attesa di decidere cosa fare». Reazioni? «La gente chiama anche da fuori: cinque persone in un giorno hanno chiesto informazioni e quando hanno saputo che si trattava delle camere da letto delle suore sono rimaste incuriosite. Dovremmo riuscire ad assegnarle». Le offerte vanno consegnate in busta chiusa all'ufficio Protocollo entro mezzogiorno di venerdì 24. La gara sarà valida anche nel caso in cui dovesse presentarsi una sola persona, mentre se restasse deserta sarà indetta in seconda convocazione con importi al ribasso. Il mobilio è stato analizzato da un esperto antiquario che ha fornito un parere a titolo gratuito, collocandone l'epoca attorno all'800. «Non avevamo i soldi per pagare un perito, comunque chi se ne intende vede a occhio che sono pezzi d'epoca».