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Contro la psoriasi quali i prodotti migliori? Soffro di una psoriasi abbastanza estesa e visibile e applico grandi quantità di idratanti per migliorare le condizioni delle lesioni. Come posso scegliere prodotti che siano il più naturali possibile? (Enrico, 32 anni, Pisa) Risponde la dottoressa Pucci Romano, specialista in dermatologia e venereologia, Roma. Ha ragione, orientarsi tra le etichette e i claim che dichiarano i prodotti naturali, ecologici o biologici non è una cosa semplicissima e una pelle patologica come quella psoriasica può beneficiare di un approccio in cui la chimica sia più "verde". Le consiglierei prodotti con un elenco ingredienti (Inci) corto, con la minore quantità possibile di derivati del petrolio (petrolati, paraffina, vaselina, siliconi) e di prediligere prodotti che preferiscano gli olii vegetali (karitè, oliva, riso, grano, avocado), riconoscibili dal nome latino. Mi piacciono i cavoli ma l'odore dà fastidio In famiglia tutti brontolano quando faccio cuocere i cavoli perché "puzzano". Devo proprio rinunciare a questi alimenti che tra l'altro mi pare facciano anche molto bene? (Mara, 52 anni, Ivrea) Risponde la biologa nutrizionista Gigliola Braga, Roma. I cavoli contengono i composti solforati che conferiscono in caratteristico odore – non troppo piacevole – al cavolo in cottura. Queste sostanze si sono rivelate preziosissime per la salute umana perché proteggono l'organismo con effetti antibatterici, antinfiammatori e antitumorali. Per rendere attive le molecole che si trovano nei cavoli allo stadio "latente", sono necessarie una lieve cottura e la masticazione che, frantumando i comparti, lasciano mescolare le sostanze in modo da formare i composti biologicamente attivi. Per minimizzare l'odore senza rinunciare a queste importanti prerogative nutrizionali, si possono cuocere rapidamente quando non c'è nessuno in casa, curando di arieggiare successivamente i locali. Emotività e stress provocano l'orticaria? Sono una persona molto emotiva e da quattro anni a questa parte faccio un lavoro piuttosto stressante. Ho notato che quando sono molto tesa mi appare una violenta orticaria. Può esserci una correlazione diretta con il mio stato emotivo o con questo stress da lavoro? (Livia, 33 anni, Pavia) Risponde la dottoressa Edy Salvadori, psicopedagogista. Una recente ricerca degli "Annals of allergy, asthma and immunology" ha confermato che stati di alterazione psico-emotiva possono attivare una reazione delle immunoglobuline e scatenare una risposta di carattere allergico. Imparando a gestire la tensione con adeguate tecniche potrebbe dunque tenere sotto controllo questa forma di orticaria. Questa scoperta conferma la visione olistica che lega corpo, mente, spirito ed emozioni ed è per questo motivo che la invito a riflettere sugli effetti del proprio stile di vita sull'epidermide, che costituisce la parte corporea che entra in correlazione con il mondo esterno. Le consiglio comunque, se il problema dovesse continuare a presentarsi, di ricorrere a uno specialista. Mio figlio non vuole dormire da solo Sono madre di un bambino di nove anni che da quest'estate non vuole più dormire da solo: se si addormenta nella sua cameretta si sveglia durante la notte e viene da noi nel lettone. Fa spesso brutti sogni e una sera ha fatto pipì a letto. Il pediatra ci ha prescritto la melatonina, la situazione è migliorata ma non mi pare del tutto risolta. Sono molto dispiaciuta e comincio anche a preoccuparmi un po'. (Miriam, 37 anni, Salerno) Risponde la dottoressa Adelia Lucattini, psichiatra, psicoterapeuta e psicoanalista. Può capitare in ogni periodo dell'anno che i bambini abbiano dei periodi di "paure" che impediscono loro di dormire tranquillamente. È importante in questi casi cercare di capire quali siano le ragioni, cambiamenti in famiglia, malattie di amici o parenti, o anche preoccupazione per l'andamento dell'attività scolastica. In questi casi è sempre consigliabile una consultazione psicoanalitica, in tre, cinque incontri con il bambino e due con i genitori. Il bambino può tranquillizzarsi già dai primi colloqui e i genitori avere uno scambio proficuo e indicazioni precise dal terapeuta per superare questo momento di difficoltà e ritrovare la serenità. Lei si vede brutta ma proprio non lo è Mia moglie ha 35 anni, è una bella donna ma ha una percezione del proprio aspetto fisico totalmente sbagliata: si vede brutta e, proprio per questo motivo, ha deciso di ricorrere alla chirurgia plastica per rifarsi il seno e il naso. È giusto che si sottoponga a questi interventi? (Giuseppe, 38 anni, Pescara) Risponde il dottor Erminio Mastroluca, chirurgo plastico romano e responsabile del settore Chirurgia della Clinica Villa Anna Maria di Roma. L'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) stabilisce come concetto di salute «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale». Se una parte del corpo preclude questo benessere si ricorre, certe volte, alla chirurgia plastica. Alcune pazienti, palesemente dismorfofobiche o depresse, trasferiscono sul proprio corpo un malessere sociale, lamentando difetti lievi del viso o del corpo come causa principale del loro sentirsi "inappropriate". Gli interventi, talvolta, si trasformano però in grandi cambiamenti interiori, e rendono più sicura di sè la donna. Le consiglio quindi di lasciar fare a sua moglie la scelta che ritiene più opportuna. Non mancando, però, di ricordarle che è bellissima. Un dolore alla gamba e il rischio tendinite L'altro giorno stavo giocando con il mio cane quando, nell'abbassarmi per raccogliere un palla, ho sentito dolore dietro la gamba. Ho effettuato una serie di accertamenti e mi hanno riscontrato una tendinosi e detto che, con questa situazione, rischio la rottura del tendine d'Achille. Cosa posso fare? (Andrea, 36 anni, Trieste) Risponde il dottor Riccardo Foti, chirurgo ortopedico dell'azienda ospedaliera Sant'Andrea di Roma. La tendinosi è una degenerazione del tessuto tendineo progressiva e spesso asintomatica. In effetti predispone alla rottura perché rende il tendine meno elastico e resistente alle trazioni. Esistono terapie che riescono ad arrestare tale indebolimento: tra queste, efficaci sono i trattamenti con le onde d'urto e le infiltrazioni locali di fattori di crescita fino al trattamento chirurgico. Tutti mirano alla "rivitalizzazione" del tendine.