Lite tra alunni per uno scherzo

IVREA Una zuffa tra due ragazzini, ammesso che sia possibile ricostruirla sulle base delle versioni, esattamente antitetiche, dei protagonisti. È accaduta venerdì scorso davanti alla scuola media Arduino, ben oltre la fine delle lezioni. La mamma del più piccolo, che fa prima media, ha segnalato il fatto alla direzione. E ora la dirigente Anna Piovano mette i puntini sulle i. «Vorrei sottolineare due aspetti: primo – scandisce – tutto è avvenuto davanti alla scuola, non dentro. Secondo, il fatto è successo dopo le lezioni. Con questo vorrei sottolineare che la scuola fa già molto, e seriamente, contro episodi di questo tipo. Che comunque definire atti di bullismo è sbagliato. Dopo la scuola devono intervenire le famiglie: è ora di finirla di ricondurre ogni tipo di responsabilità alla scuola, perché così si getta discredito in modo ingiusto sul lavoro serio che facciamo tutti i giorni qui dentro». È una Piovano amareggiata quella che interviene sulla vicenda che ha visto, suo malgrado, la scuola Arduino protagonista. Siamo a venerdì scorso. Dopo essere uscito da scuola, al trillo dell'ultima campanella, un ragazzino di prima media decide di rientrare in classe dove ha dimenticato il giubbotto. Tornato giù, trova un gruppo di compagni che mima con le mani il gesto di una pistola. Fingono di sparargli, come fanno i bambini, e lui, per sua stessa ammissione, risponde con un gesto provocatorio. A quel punto uno di loro, più grande di qualche anno, lo avrebbe preso da parte e gli avrebbe ordinato di chiedergli scusa inginocchiandosi. Poi, ma il condizionale è d'obbligo, lo avrebbe afferrato per il collo. Al momento nessuno ha sporto denuncia, nè la scuola ha preso provvedimenti (i fatti sono avvenuti all'esterno). (si.bo.)