Fiamme dal motore, paura sul bus

di Mauro Giubellini wIVREA Attimi di panico ieri mattina a bordo del pullman partito da Torino alle 7,40 e diretto ad Ivrea con a bordo i pendolari. Appena imboccata l'autostrada A5, poche centinaia di metri dopo il casello autostradale di Settimo, dal motore del torpedone è iniziato a uscire un denso fumo bianco. L'autista ha tempestivamente rallentato, parcheggiando il mezzo in una piazzola d'emergenza. Poi, rispettando esattamente la procedura, ha fatto scendere i passeggeri, ha imbracciato l'estintore e lo ha azionato in direzione del motore non prima di aver allertato i Vigili del fuoco. Sono stati gli stessi pendolari a raccontare l'accaduto. Dapprima postando sui social network foto, emozioni e riflessioni poi scrivendo una lettera alla Sadem, società che gestisce le corse e agli enti locali: «Volevamo ringraziare l'autista per il pronto intervento durante l'incendio sviluppato questa mattina nel bus. Grazie alla sua prontezza, 50 persone non hanno subito ferite mentre il mezzo s'infiammava». Seguono alcune considerazioni critiche sullo stato dei mezzi e, conseguentemente, sulla qualità del servizio. Dalla Sadem non si sono sottratti al confronto a colpi di mail e hanno fatto sapere, tramite Bruno Carraro, manager ai vertici aziendali che cura spesso i rapporti con la stampa che «non si è trattato di incendio, ma di avaria da cedimento del turbo compressore accompagnata da emissione di denso fumo bianco». Carraro ha poi condiviso i complimenti per l'atteggiamento dell'autista che «ha correttamente interpretato le disposizioni aziendali che, in caso anche di solo sospetto di sviluppo di fiamma, impongono di arrestare immediatamente la marcia, mettendosi in sosta nel luogo più sicuro fra quelli subito disponibili, aprire le porte, staccare le batterie tramite l'apposito selezionatore e, muniti di estintore, verificare se esistono condizioni di pericolo allertando i passeggeri provvedendo contestualmente a richiedere l'intervento del più vicino distaccamento dei vigili del Fuoco». Poi una puntualizzazione circa i passeggeri: secondo la Sadem « a bordo vi erano circa 15 occupanti e non già 50» ed una severa raccomandazione della società «poichè pur costernati per l'accaduto vi invitiamo ad evitare una narrazione distorsiva, allarmistica e lesiva dell'immagine dell'impresa». Su questo passaggio è intervenuto direttamente anche l'amministratore delegato, Giuseppe Proto: «Amo la chiarezza: la Sadem è l'unica azienda che autofinanziandosi sta cercando di svecchiare la sua flotta, rottamando i mezzi più vecchi ed acquistandone nuovi. Nonostante la crisi abbiamo assunto giovani meccanici che impieghiamo nella manutenzione. Siamo estranei a furberie di taluni come bloccare mezzi degradati in deposito in attesa di finanziamenti regionali per la rottamazione, ma li sostituiamo per garantire il miglior servizio possibile agli utenti».