Ponchia, dimissioni saltate «Sono state un sondaggio»
MONTANARO Le dimissioni annunciate su facebook e non presentate dal primo cittadino hanno fatto scalpore. Già in un'altra occasione Giovanni Ponchia aveva minacciato di lasciare il suo incarico: «C'è chi dice che lo faccio come sondaggio – ammette scherzando - forse è un po' vero e forse ho bisogno ogni tanto di verifiche. Molte persone mi hanno sostenuto, quindi direi che il sondaggio è andato bene. Sono pronto a ripartire, sino alle prossime dimissioni». Battute a parte, Ponchia spiega le ragioni che in un momento di nervosismo lo hanno spinto a pensare di smettere di fare il sindaco. «Tu ti candidi, vinci e poi trovi molti problemi di cui non sospettavi la gravità – racconta –. Sono arrivato dopo venti anni di politica in cui non si è fatto più di tanto e le situazioni difficili sono all'ordine del giorno. Città futura, ad esempio. Se fallisce oltre al problema dei dipendenti c'è quello delle proprietà, che erano comunali. Quando sono diventato sindaco non mi immaginavo che la situazione fosse questa. Il rischio è che la liquidazione si trasformi in una vendita del patrimonio comunale. E poi il castello in cui pioveva da anni, il paese fermo dal punto di vista edilizio». Nello specifico a provocare la sua reazione sono state le critiche di Restiamo sani alla sua gestione della situazione legata alla difesa del territorio e alla mancata comunicazione di incontri in merito al bacino di laminazione Bacino azzurro. «Stiamo cercando di fare uno stralcio del Bacino azzurro – entra nel dettaglio Ponchia– : valutando le soluzioni per mettere in salvaguardia il paese. Cerchiamo di portare a casa almeno i 700mila euro del Commissario Bocca, stanziati per il quarto lotto e già non è semplice. Con la crisi che c'è adesso i 4 milioni di euro per realizzare integralmente il Bacino azzurro non ci sono, come del resto non ci sarebbero stati quelli per il quarto lotto dello scolmatore che è stato ritirato dalla giunta precedente». Il sindaco intanto lamenta scarsa collaborazione e ostilità: «Deve cambiar la mentalità, io non sono un sindaco politico ma lavoro per il bene del paese. Non si deve combattere contro una persona ma collaborare e lavorare insieme. È arrivato il momento di costruire». (s.a.)