Confindustria apre un nuovo ciclo
di Mauro Giubellini wIVREA «Per la Confindustria si chiude un ciclo ricco di consensi e di successi. E se ne apre uno nuovo che auspichiamo foriero di crescita e di vittorie». Ha usato sapientemente una metafora calcistica, ricordando anche i trionfi del Milan targato Arrigo Sacchi, il presidente degli industriali canavesani, Fabrizio Gea, per annunciare la nomina della nuova direttrice, Cristina Ghiringhello. Ma venerdì mattina prima di offrirla al fuoco delle domande dei giornalisti convocati nella sede di corso Costantino Nigra, il presidente Gea ha voluto doverosamente ricordare la figura di Paolo Billia, una colonna della Confindustria del Canavese: per 42 anni è stato l'anima, la voce ed il braccio operativo dell'associazione. «Se oggi siamo qui a commentare risultati di assoluta eccellenza, di crescita esponenziale sia in fatto di numeri che di autorevolezza, il merito è di Paolo che andrà a godersi una meritatissima pensione ma che, con la generosità che lo ha sempre contraddistinto e con l'affetto che può avere un padre per la sua creatura, si è messo a disposizione per consigli e consulenze». Quelle di Fabrizio Gea non sono parole di circostanza: la Confederazione del Canavese rimane una delle ultime due a livello nazionale a non coincidere con una provincia. E «nonostante quest'aspetto tutt'altro che secondario non siamo nella parte bassa della classifica». Rispolverando un gergo sportivo il presidente ha sottolineato come: «Su 105 confederazioni territoriali, quella canavese è al 54esimo posto, considerando addetti e numero di associati. Quindi sul lato sinistra della graduatoria. in piena corsa per l'Europa League se non per la Champions». Per quanto riguarda la squadra di presidenza è stata disegnata seguendo quattro criteri: «Riportare sul locale il modello di Confindustria nazionale, valorizzare il gioco di squadra, dare importanza alle competenze dei singoli. Il quarto? Oltre alle classiche deleghe confindustriali crearne due necessarie alle necessità del territorio: quella per lo stampaggio a caldo e per l'Ict. «Faremo lobby – ha concluso il presidente – ma nel senso anglossassone del termine e non italiano. Dovremmo lavorare a livello locale, regionale e nazionale». Alla domanda intrisa di veleno di un giornalista - questo cambio al vertice è dovuto a qualche crepa nei rapporti interni all'associazione? - Fabrizio Gea ha stretto la mano ad una sorridente Cristina Ghiringhello, che per l'emozione si era già autonominata presidente e ha abbracciato un commosso Paolo Billia. «Questa è stata una scelta da me fortemente voluta ma condivisa con Cristina e Paolo. La compattezza, la determinazione e l'unità dello spogliatoio sono elementi fondamentali per conquistare vittorie e successi». Proprio come quel Milan da sogno targato Arrigo Sacchi.