Sull'arredo di piazza Boetto acceso dibattito in Consiglio

CUORGNÈ L'arredo urbano di piazza Boetto (foto), a lungo considerata il salotto di Cuorgnè, continua a far discutere ed a dividere maggioranza e minoranza. La questione, che ancora in un recente passato aveva dato luogo a tutta una serie di polemiche, non ultim quella della soppressione di posti auto, è approdata in consiglio comunale grazie agli esponenti di Cuorgnè 150, Danilo Armanni e Filippo Errante, che hanno presentato un'interrogazione in merito, discussa durante l'ultima seduta del parlamentino cittadino, riunitosi lunedì sera. I due rappresentanti del gruppo di minoranza di centrosinistra, in sostanza, hanno chiesto se non era più opportuno limitarsi ad apporre semplici dissuasori in attesa, se l'iniziativa sperimentale avesse avuto esito positivo, di predisporre un arredo urbano consono che tenesse conto, comunque, degli elementi che, nel frattempo, si sarebbero inseriti nel contesto (il dehor del prospiciente bar, per esempio). Ma c'è di più. Armanni ed Errante hanno introdotto nella discussione anche il colore nero e rosso vivo utilizzato per l'arredo («Sono caratteristiche cromatiche conformi alle norme del piano del colore e dell'arredo urbano del centro storico?») ed altri dettagli. «Non abbiamo ritenuto opportuno posizionare dei semplici dissuasori, ma un arredo composto da elementi amovibili senza realizzare costruzioni - ha replicato il consigliere Silvia Leto -. Gli edifici che si affacciano sulla piazza non presentano particolari stilistici forti ed un approccio contemporaneo non configura la mancanza di rispetto per il passato. A breve, saranno posizionati anche gli accessori portabiciclette». «L'abaco dei colori - ha aggiunto Leto - si riferisce alla tinteggiatura delle facciate. Le panchine sono di colore grigio antracite e le fioriere ed i portarifiuti di colore rosso per dare una personalità contemporanea all'insieme. Non abbiamo voluto realizzare un falso storico». (c.c.)