«La Regione dica basta al progetto Mediapolis»

ALBIANO L'accordo di programma sottoscritto con Regione, Provincia e Comuni non è più valido. Scaduto anche il piano particolareggiato del Comune di Albiano, essendo trascorsi oltre dieci anni dalla sua approvazione. E allora perché non fare, una volta per tutte, chiarezza? Lo chiede (di nuovo) il coordinamento delle associazioni ambientaliste, Fai in testa, insieme con Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e Wwf. La richiesta, formale, alla Regione, in realtà ha data 4 giugno 2012. Ma la Regione non aveva risposto in modo altrettanto formale. Allora, le associazioni ambientaliste puntavano la richiesta sul fatto che «la verifica di attendibilità economica e finanziaria della società proponente il progetto ha avuto esito negativo, di conseguenza debbono considerarsi venute meno le condizioni previste dall'accordo di programma del2009». Già, l'accordo di programma. Era stato sottoscritto nel maggio 2009 e indicava, fase dopo fase, come avrebbe dovuto essere costruito il parco a tema. Il tutto si fermò all'inizio del percorso, in quando la Regione non convocò mai la conferenza dei servizi che doveva fare (l'ennesimo) punto sulla situazione e mettere le basi per concludere l'iter burocratico e passare a una fase operativa. Nel frattempo, dentro la società Mediapolis, molte cose sono accadute. A cominciare dalla presentazione al tribunale di una richiesta di concordato (giudicata non praticabile, ma neppure c'erano i presupposti per il fallimento della società) per finire (è in corso in queste settimane) con il lancio di un aumento di capitale. In più, sono cambiati i vertici regionali e la Regione, dopo un incontro con Mediapolis, ha messo nero su bianco in una lettera la disponibilità a valutare il progetto di parco a tema e centri commerciali se dovesse riguardare la riqualificazione di un'area industriale dismessa. In pratica, se viene riproposto da un'altra parte. Cosa non semplice, però, perché la stessa Mediapolis ha dei diritti acquisiti sul terreno di Albiano e, forte di questi, ha inviato attraverso il suo legale una lettera alla Regione sostenendo in sintesi che l'inerzia della burocrazia ha creato un danno milionario alla società. E adesso, a pretendere risposte dalla Regione, torna il coordinamento ambientalista: «Occorre che prenda una definita posizione al riguardo e confermiamo la disponibilità a collaborare per una valorizzazione del'area di Albiano che ne assicuri la conservazione dei caratteri ambientali e paesaggistici». E non è tutto: «La Regione avvii la procedura per la revoca del'accordo di programma del maggio 2009. I presupposti giuridici e di fatto di quel documento non esistono più». (ri.co.)