Ue teme una breccia aperta per altre regioni

BRUXELLES Quello che non è riuscito al quasi default della Grecia e alla peggiore crisi economica dalla II Guerra Mondiale, potrebbe riuscire alla piccola Scozia: far esplodere l'Europa, almeno nella forma che conosciamo oggi. Con la vittoria del "sì", per la prima volta nella storia l'Unione perderebbe un pezzo, aprendo una breccia per tutte le altre regioni europee che ambiscono all'indipendenza. E presto Catalogna, Fiandre, o anche il Veneto, potrebbero seguire l'esempio scozzese, modificando non solo la geografia ma anche l'assetto istituzionale dell'Ue. Perché, nonostante Bruxelles eviti ogni commento prima dell'esito del voto, una cosa l'ha detta chiaramente: se un territorio si separa da uno Stato Ue per diventare indipendente, i Trattati e tutte le regole europee non si applicano più. Il referendum sull'indipendenza della Scozia «può decidere il futuro del Regno Unito, ma anche quello dell'Europa», perchè «se il progetto europeo si diluisce, la via è aperta, e la vediamo già intrapresa, agli egoismi, ai populismi, ai separatismi», ha avvertito il presidente francese Francois Hollande, descrivendo la paura che in queste ore agita molti Governi europei. Timore che avvertono anche le istituzioni di Bruxelles, costrette al silenzio stampa per rispetto della sovranità degli Stati, ma al lavoro frenetico per prepararsi al nuovo scenario se la Scozia dovesse strappare l'indipendenza. L'Europa entrerebbe in "terra incognita" e nessuno sa davvero immaginarne tutte le conseguenze. Sarebbe la prima volta che uno Stato europeo perde un territorio e la prima volta che un territorio esce dalla Ue. Di certo - spiegano fonti europee - nell'immediato non cambierebbe niente. Edimburgo dovrebbe prima dialogare con Londra, poi Londra dovrebbe interloquire con Bruxelles, chiedendole di chiarire il nuovo status legale della Scozia indipendente. A quel punto i servizi legali della Ue dovrebbero spiegare che, in quanto Paese extra-Ue, perde tutti i diritti e doveri degli Stati Ue (quindi anche quello di parola, per questo solo Londra potrebbe richiedere il parere legale a Bruxelles). Se volesse tornare nel club dei 28, dovrebbe aprire un negoziato di adesione, consapevole che però, almeno per i prossimi 5 anni, il neopresidente della Commissione Juncker ha chiuso la porta ad ogni nuovo ingresso. E anche se partisse il negoziato, che dovrebbe essere approvato dai 28 Stati Ue all'unanimità, sarebbe comunque frenato da chi, come la Spagna, deve arginare i separatisti di casa sua. Il premier Mariano Rajoy ha detto chiaramente che non faciliterebbe in alcun modo il cammino della Scozia in Europa. Madrid non ha riconosciuto nemmeno il Kosovo. Contro Edimburgo si schiererebbero anche il Belgio, sempre sull'orlo della scissione, e Cipro, che non vuole precedenti in grado di spianare la strada a Cipro Nord, ancora sotto influenza turca.