Dayco, due ore di sciopero «Subito un piano industriale»

IVREA Due ore di sciopero, ieri, alla Dayco di San Bernardo. Ottima adesione con punte in produzione, secondo fonti sindacali, vicine al cento per cento. I lavoratori - circa 600 nello stabilimento di San Bernardo - hanno ritenuto, in assemblea, di voler dare un segnale preciso alla multinazionale americana leader nella produzione di tensionatori di cinghie per tutti i tipi di motori. Ovvero: chiedono la presentazione di un piano industriale che contempli progetti di sviluppo per lo stabilimento di Ivrea. Sono disponibili a discutere e aprire un confronto, ma, allo stesso tempo, sono categoricamente contrari al trasferimento del reparto in Polonia. Nel novembre 2013, il sindacato metalmeccanici aveva sottoscritto un accordo che contemplava da un lato dei contratti di solidarietà per coprire l'orario di 28 addetti e dieci milioni di euro di investimenti entro il 2015 per nuove linee e macchinari. E, secondo sindacato e lavoratori, da qui si deve ripartire. In luglio, invece, era stato annunciato durante un incontro in Confindustria Canavese, il trasferimento in Polonia di un reparto che, attualmente, occupa 35 operai. Si tratta di un reparto che produce tensionatori e, in Polonia, Dayco già possiede uno stabilimento di 43mila metri quadrati, praticamente grande come quello di Ivrea. Durissima e immediata era stata la risposta delle rappresentanze sindacali unitarie che avevano annunciato e poi fatto, con percentuali di adesione del cento per cento, una intera giornata di sciopero con presidio ai cancelli. Sul caso, era stata presentata una interrogazione in consiglio regionale dalla consigliera del Movimento cinque stelle Francesca Frediani. Lavoratori e sindacato sono decisi a non mollare e voler parlare di ciò che accade e accadrà nello stabilimento di Ivrea nell'ambito di un piano industriale che rispetti gli investimenti sottoscritti lo scorso anno e ponga le basi per il futuro. (ri.co.)