Blocco degli straordinari «Incontro su Olivetti»
di Rita Cola w IVREA Stato di agitazione, blocco degli straordinari. Così i lavoratori Olivetti di Arnad hanno risposto, attraverso il sindacato, all'azienda che, la scorsa settimana, ha comunicato l'esternalizzazione della produzione delle testine a impatto. I lavoratori - 38 - resteranno nel perimetro di Olivetti e saranno addetti ad altri incarichi dopo un corso di formazione e riqualificazione che comincerà il 6 ottobre. Con la chiusura della produzione di Arnad, però, l'ultima manifatturiera dell' azienda di Ivrea, scompaiono anche le attività industriali di Olivetti in Valle d'Aosta salvo decisioni diverse che, però, non sono state ancora comunicate. E se è certo che la produzione di testine sarà esternalizzata a un'azienda del Canavese, non è ancora chiaro, invece, quali saranno le attività di Olivetti dove i 38 lavoratori di Arnad saranno ricollocati. E, soprattutto, dove. Il tema è delicatissimo e rischia di essere lacerante anche nel dibattito interno alle organizzazioni sindacali. Diciassette dei 38 lavoratori sono valdostani, gli altri del Canavese, provenienti dalle varie ristrutturazioni avvenute nel corso degli anni, prevalentemente dalla chiusura dello stabilimento di Agliè. Martedì, in Regione Valle d'Aosta, durante un incontro sul tema, l'assessore alle Attività produttive Pierluigi Marquis ha espresso il proprio disappunto sul fatto che un'altra azienda cessi la produzione in Valle in un momento così difficile per l'industria. Lo stabilimento di Arnad dove ha sede Olivetti, tra l'altro, è di proprietà della Regione Valle d'Aosta. Sulla sede dei corsi - dovrebbe essere Ivrea, ma non c'è ufficialità - e sulle attività dove saranno ricollocati i lavoratori sarà convocato un incontro specifico tra Olivetti e sindacato tra la metà della prossima settimana e la fine del mese. Olivetti ha parlato anche di una nuova attività, ma non ha precisato di quale tipo. Il tempo è poco, perché la produzione di testine ad Arnad terminerà proprio alla fine del mese e, in azienda, resteranno solo alcuni tecnici per smontare le macchine e garantire l'avvio della produzione nella fabbrica individuata da Olivetti. E la notizia della chiusura della produzione di testine - e quindi, di fatto, di una riduzione del perimetro delle attività Olivetti preoccupa. Le rappresentanze sindacali di Olivetti, nella richiesta di incontro inoltrata alla direzione come sempre accade nel mese di settembre per fare il punto sulla situazione, hanno aggiunto all'ordine del giorno anche questo nuovo tema. Fabrizio Bellino, Fiom di Ivrea, incalza: «Anche noi chiederemo un incontro. In Olivetti c'è un contratto di solidarietà che coinvolge fino a 285 dipendenti. Vogliamo capire quali sono le prospettive. Per tuttii».