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VICO Della realizzazione di un bivacco all'Alpe Ghiun, quota 1.943, ai piedi del Monte Marzo, in alta Valchiusella, si parlava da tempo. Da qualche settimana il progetto è diventato realtà. In una struttura ricettiva è stata trasformata la piccola baita un tempo utilizzata dai margari per lavorare il latte, cucinare e consumare i pasti. Quattro posti letto a castello ed un camino è ciò che offre la malga. L'alpeggio è di proprietà del Comune di Vico: per i lavori di trasformazione della baita ha beneficiato per l'80% della spesa di fondi dell'Unione Europea indirizzati al finanziamento del piano di sviluppo rurale 2007-2013, e gestiti dalla Comunità Montana Valchiusella, Valle Sacra e Dora Baltea Canavesana. La parte restante del costo è stata coperta con risorse della stessa Comunità Montana. È costato 4.500 euro, l'intervento, che ha riguardato anche la sistemazione del tetto in lose. I lavori. Gli escursionisti che salendo da Fondo sono diretti alla cima del Monte Marzo, hanno ora la possibilità di disporre, a metà del percorso, di una struttura d'accoglienza che lo stesso Comune di Vico nei prossimi giorni provvederà ad arredare. Il bivacco, che funzionerà con l'autogestione, è raggiungibile dopo due ore di cammino, appunto dalla borgata Fondo di Traversella, mentre altrettante sono poi necessarie per completare l'itinerario, salendo fino ai 2.756 metri della montagna cara ai valchiusellesi. L'alpe Ghiun si trova inoltre nel cuore del percorso valligiano della Gta che, attraverso sentieri sempre segnalati e tenuti puliti dalle squadre degli operai forestali regionali, conduce in Valle Soana. Spiega Marco Puglisi, ex assessore al turismo della Comunità Montana, che ha seguito l'intero progetto: «La possibilità per i numerosi escursionisti che affrontano il percorso che sale verso il Colle delle Oche, di poter approfittare di una struttura per una sosta intermedia, potenzia il servizio offerto ai camminatori stessi, soprattutto in condizioni di maltempo». Mancava da più di mezzo secolo un punto di appoggio ai piedi del Monte Marzo, dopo l'ingloriosa fine del rifugio realizzato nel 1958 all'Alpe Gheia, appena sotto l'Alpe Ghiun, dal Club Amici Valchiusella. La baita, ristruttura dagli stessi soci del Club, che dalla borgata di Chiara portarono a spalla gran parte del materiale necessario, dopo pochi anni venne infatti ridotta a ricovero per animali. Giacomo Grosso