Il campione romagnolo: «La coppa del Sic è speciale per me»
dall'inviato wMISANO ADRIATICO (Rn) Ha gli occhi spalancati e umidi quando scende dal podio per dirigersi in sala stampa. Come una "promessa" delle Moto3 alla sua prima vittoria. È tornato al successo a pochi passi da casa, attorniato dal calore del suo pubblico e può stringere la coppa alla memoria dell'amico Marco Simoncelli. Non poteva certamente pensare a una domenica migliore Valentino Rossi. «Sono contentissimo – dice il pluricampione del mondo –, è stata una bella gara, una grande soddisfazione. Ultimamente con Marc Marquez non succede tante volte di avere occasioni del genere, ma sapevo che oggi poteva essere la giornata giusta. Qui a Misano poi è speciale. Oggi la Yamaha era superiore alla Honda. Mi sono veramente divertito. Bello, bellissimo il giro d'onore, ci ho messo un quarto d'ora, con tutti gli amici e i tifosi che hanno festeggiato». L'occasione è ghiotta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe e Rossi non si fa pregare, dedicando il successo agli scettici. «Non bisogna mai arrendersi – afferma – e occorre non stare mai a sentire quando la gente ti dice che sei vecchio, che non potrai più vincere. L'importante è continuare a sognare, essere obiettivo e guardare a mente fredda le situazioni, perché tante volte ci sono andato vicino e in quattro casi sono finito secondo dietro a Marquez, ma sapevo anche che una volta che lui non fosse stato al cento per cento avrei vinto io». Sulla scivolata di Marquez: «Non mi sono reso conto che era caduto. L'ho capito dal cartello del mio team passando dopo dai box». I pensieri, poi, corrono ad abbracciare Marco Simoncelli: «Avere la coppa con il numero 58 significa tanto per me. Perché quando vinci a Misano la memoria non può non andare al Sic». Scuote più volte la testa Jorge Lorenzo. Dopo la conquista della "pole" ci aveva fatto un pensierino. «Alla fine – sostiene lo spagnolo – il secondo posto è irreale, perché se Marc non fosse caduto sarei arrivato terzo. La gara è andata peggio di quello che mi aspettavo. La soluzione di partire con una gomma dura sull'anteriore era l'unica percorribile per me, ma all'inizio non avevo grip al massimo angolo di piega. Il ritmo è stato costante, ma non buono. Rossi, invece, ha guidato benissimo. È comunque bello vedere due Yamaha davanti a tutti». Ha di che mangiarsi le mani l'altro alfiere della Honda, Dani Pedrosa. L'ex campione del mondo Mick Doohan ha forse ragione quando lo critica. Se non si fa trovare pronto nemmeno quando si verifica la battuta a vuoto di Marquez, allora per lui sono davvero guai. «Come sempre – dice sconsolato – ho perso tutto alle prime curve, ai primi giri. Poi, dopo non avevo grip davanti. Non era un giorno buono e alla fine ho preso il terzo posto lottando con Andrea Dovizioso». (c.m.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA