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ivrea Asl To/4, precisazione del direttore sanitario nGentile direttore Le chiedo ospitalità per fornire alcune precisazioni in merito all'articolo "Turni pesanti, esposto in Procura", pubblicato lo scorso 3 settembre. Un importante intervento, rivolto a migliorare l'organizzazione assistenziale nella sua globalità, ha portato alla conversione delle attività svolte da personale infermieristico di diversi Studi associati (pari a 40 unità infermieristiche) in attività svolta da personale dipendente (si tratta di nuove assunzioni conseguenti al concorso pubblico che si è svolto nel 2013). Questo intervento è stato completato nel giugno scorso. Resta comunque prioritaria la volontà di un incremento contemplato dall'Azienda nel programma di assunzioni per il secondo semestre 2014, approvato con una deliberazione dello scorso giugno, che prevede nello specifico l'assunzione di 14 infermieri, 5 operatori socio sanitari e 2 ostetriche. Un Accordo aziendale con i Rappresentanti sindacali, di prossima applicazione, prevede che si possa derogare alle 11 ore consecutive di riposo giornaliero previste dal decreto legislativo 66 del 2003 (la possibilità di deroga è prevista dal Contratto nazionale di lavoro, previa contrattazione a livello aziendale con i Rappresentanti sindacali). La maggioranza dei Rappresentanti sindacali ha sottoscritto l'accordo. Tale accordo prevede che l'adesione all'istituto della deroga avvenga su base volontaria e, in caso di adesione, le 11 ore consecutive di riposo giornaliero potranno essere derogate sia da parte dell'Azienda, per necessità organizzative non programmabili e non previste, sia da parte del lavoratore per esigenze personali. L'accordo sulla Pronta Disponibilità (reperibilità) del personale del comparto (infermieri, tecnici sanitari…) tende a uniformare il ricorso a tale istituto su tutta l'Azienda. Nello specifico della pronta disponibilità per i trasporti urgenti è opportuno chiarire quanto segue: storicamente era già prevista per l'area di Ivrea e di Chivasso e ora, dal 1° luglio scorso, è stata introdotta anche per l'area di Ciriè in sostituzione dell'attività svolta dagli Studi Associati. L'inserimento del personale infermieristico dipendente dell'area di Ciriè nei turni di reperibilità per i trasporti urgenti è stato accompagnato dalla predisposizione di una procedura dettagliata, illustrata a tutti gli operatori in appositi momenti di formazione. Grazie anche alla procedura introdotta, che individua in modo chiaro se, quando e come l'infermiere deve intervenire nell'accompagnamento urgente della persona assistita, dal monitoraggio effettuato dagli Uffici Gestione Personale Sanitario non si è riscontrato un incremento delle chiamate in pronta disponibilità. In ogni caso, come previsto dall'accordo, dopo sei mesi di sperimentazione, nel prossimo dicembre, si valuterà la necessità di eventuali correttivi. Infine, si sottolinea che al personale del comparto è stata garantita l'effettuazione dei periodi di ferie precedentemente pianificati. Auspicando di aver fornito un contributo utile per una corretta informazione, colgo l'occasione per porgere i migliori saluti Il diret. generale dell'Asl/To4 Flavio Boraso ivrea Strategia del territorio e scarsa comunicazione nIvrea e tutto l'Eporediese hanno bisogno di una strategia esplicita, che permetta di disegnare il futuro di questo territorio. La definizione della identità che si intende comunicare all'esterno, sulla quale basare tutto il sistema di promozione, appare decisiva per mobilitare risorse di ogni tipo e per avviare quella che tutti da anni riconoscono come un punto debole di questo territorio, cioè la messa in comune di iniziative, progetti, realtà oggi sparse e autonome nei singoli centri, sotto un unico progetto complessivo, arricchito di quanto serve per completare quello che si vuole fare. Questa strategia è oggi ignota e i tanti temi che si dibattono in convegni e riunioni non trovano risposta adeguata e indirizzata a linee operative realizzabili. La candidatura Unesco sembrava finalmente l'occasione per iniziare questo lavoro, ma dopo anni ancora non si conosce il progetto di cosa concretamente si vuol fare e il coinvolgimento del territorio è di conseguenza nullo. Per non restare nel generico riporto alcuni esempi, che non esauriscono certo il problema di una strategia complessiva, ma che possono servire da utili esempi. FABBRICA DELLA CULTURA. In data 18 giugno ho chiesto di conoscere come si intenda procedere sul progetto della Fabbrica della Cultura, a seguito di un documento formale della Amministrazione. La comunicazione del 13 giugno scorso indirizzata al sindaco di Ivrea è rimasta senza risposta. È del tutto evidente la relazione di questo progetto con la Candidatura Unesco, visto che la Fabbrica della Cultura si colloca nei "mattoni rossi" cioè in una parte centrale delle architetture olivettiane di via Jervis. La proprietà degli edifici interessati al progetto ha ancora recentemente manifestato il suo interesse alla iniziativa, pronta a collaborare per quanto di sua competenza. E il tavolo di lavoro istituito da anni per sviluppare il progetto è coordinato dall'amministrazione stessa, che ormai da tempo pare non occuparsi più della questione, visto che non convoca neppure il tavolo costruito per svilupparlo. Che cosa vuol fare Ivrea degli edifici interessati alla candidatura? E in particolare di questi? È possibile conoscere gli indirizzi che si intendono seguire? Magari coinvolgendo le risorse del territorio che intendono impegnarsi? BIBLIOTECA PUBBLICA. Altro tema rilevante. Resta nella localizzazione attuale o viene spostata e inglobata (con tutte le innovazioni necessarie) nel progetto Fabbrica della Cultura, come il progetto stesso prevede? Su questo tema si sono sviluppate da tempo ampie discussioni, ma ancora non si capisce cosa sia stato deciso. Scelta doverosa e decisiva, con importanti ricadute anche di carattere economico e finanziario sul bilancio del Comune (destinazione e uso degli attuali spazi lasciati liberi dalla biblioteca). Del resto, cosa è previsto nel bilancio dei prossimi anni? E per quale soluzione? EDIFICIO DELLA SERRA. Altro tema che emerge con urgenza. A settembre, se non ci saranno ulteriori rinvii, parte dell'edifico della Serra sarà soggetto ad asta pubblica. Se non sopraggiungono da parte dell'amministrazione decisioni positive il destino appare compromesso. Poiché la Serra fa parte del MAAM, con quale coerenza si pensa di portare avanti la candidatura Unesco? Il silenzio e la mancanza di comunicazione formale su questi temi ci paiono del tutto negativi. Ci pare quindi che serva davvero una comunicazione esplicita sulla strategia che questa amministrazione intende adottare su temi rilevanti e poi decisioni coerenti, che permetterebbero alla città di mobilitarsi su progetti decisivi per il futuro del territorio. Giorgio Panattoni champorcher Un sentito grazie a Vassoney e Baudin nSiamo assidui frequentatori del Comune di Champorcher dove abbiamo una casa. Abbiamo appreso, con profondo rammarico, delle dimissioni presentate dall'assessore all'ambiente e alla cultura Fausta Baudin e dalla presidente della biblioteca Daria Vassoney, durante l'ultimo consiglio comunale. Non vogliamo entrare nel merito delle motivazioni che le hanno indotte a questo passo e che peraltro non conosciamo, ma ci sentiamo in dovere di ringraziarle pubblicamente per l'ottimo lavoro svolto durante il periodo del loro mandato nell'organizzazione delle varie attività culturali, nonostante le poche risorse umane ed economiche a loro disposizione. Ci auguriamo che, in un centro a vocazione turistica dove non esiste altra attrazione oltre alla bellezza della natura (che speriamo continui ad essere preservata), almeno la biblioteca continui a svolgere la sua funzione culturale e di aggregazione sia per i residenti che per i turisti come è avvenuto fino ad ora. La possibilità di un eventuale ridimensionamento delle sue attività sarebbe veramente un enorme passo indietro per tutti. Grati per la vostra ospitalità. Piera e Celeste Bellardone