Conte: «Siamo stati bravi Qui in Norvegià sarà dura per tutti gli avversari»

di Valentino Beccari Dei vikinghi ammira l'impeto agonistico e quelle folte capigliature naturali. Antonio Conte si è comunque attrezzato per entrambe le componenti. L'ardore agonistico è una dote concessagli da madre natura e per la capigliatura alla "Abba" ha provveduto con un centro specializzato. Però a Oslo il nuovo ct azzurro alla "prima" vera dell'Italia del nuovo corso fa fatica a navigare nelle acque territoriali dell'area tecnica e spesso viene invitato dal quarto uomo a restare nel suo cortile. Ma si sa, Conte è fatto così, lo era quando viveva da mediano come agli esordi ad Arezzo e poi a Bergamo, Siena, Bari e soprattutto a Torino dove era il dodicesimo uomo in campo e non certo in dodicesima posizione. E anche in Norvegia lo dimostra. La sua esultanza al secondo gol di Bonucci è seconda solo all'urlo di Tardelli ai Mondiali del 1982. Ma lo spirito combattente il tecnico pugliese è riuscito a trasmetterlo ai suoi giocatori, magari meno educati e raffinati rispetto alla gestione liturgica di "padre Prandelli" e più "bad boys" perché «il calcio è sport di strada». Antonio Conte è condottiero e non ha paura di assumersi oneri e responsabilità. «Non era semplice battere la Norvegia – afferma il ct – era la prima partita ufficiale. Abbiamo vinto e ora dobbiamo migliorare sotto il profilo del gioco anche se abbiamo creato diverse occasioni e Buffon non si è mai sporcato i guanti. Lotito? Non sindaco su questi argomenti e comunque in nazionale comando io». Ha le idee chiare il commissario tecnico anche sul piano tattico. «Uno tra De Rossi, Pirlo e Verratti è di troppo – ammette Conte – De Rossi lo vedo centrale, in grado anche di scalare tra i difensori». Il protagonista è sicuramente Simone Zaza, dai confini dell'impero del calcio a protagonista. Tutto in soli sette giorni: esordio in nazionale e gol. «Una settimana da sogno – afferma l'attaccante del Sassuolo – ma non mi monto la testa e voglio lavorare per restare in questo gruppo. Il Mondiale? Ormai è andata». Il presidente federale Carlo Tavecchio è uomo semplice e la sua prima uscita ufficiale nel cammino di Euro 2016 non passerà alla storia come dichiarazione epocale. «Siamo partiti bene – afferma il numero uno della Figc – e questo ci farà continuare meglio. Non era una partita facile, si è giocato a ritmi elevati e noi siamo stati bravi. Agnelli? Perlerò con lui nei prossimi giorni ma di politica sportiva e non di Chiellini in particolare». Meno scontato invece Claudio Lotito, quello che viene definito il presidente ombra della Figc che replica alle critiche di invasione di campo: «Io viaggio con la Nazionale, dove è lo scandalo?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA