Nuova Sinter, domani incontro al ministero
IVREA Appuntamento domani, al ministero del Lavoro, per il caso di Nuova Sinter, la società che si occupa di prodotti di sinterizzato per il mercato dell'automotive dichiarata fallita dal tribunale di Ivrea. Due le unità produttive: quella di Ivrea, a San Bernardo, con centoventi addetti e una in Campania, con altrettanti lavoratori. Nuova Sinter è stata dichiarata fallita dal tribunale di Torino. A presentare richiesta, nella prima metà del luglio scorso, era stata la stessa società. Contestualmente, era stata chiesta l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Il tribunale l'ha concessa e il curatore fallimentare Ivano Pagliero dovrà ora occuparsi della gestione. Già, perché Nuova Siter non è un'azienda senza commesse e senza lavoro. Vanta commesse dal mondo Fiat, Renault, Peaugeot. E l'obiettivo dell'esercizio provvisorio è proprio quello di non fermare la produzione e trovare quanto prima - entro pochi mesi - un acquirente perché è evidente che un curatore fallimentare non ha il compito di amministrare un'azienda in eterno. Alcune multinazionali del settore, nei mesi scorsi, avevano visitato lo stabilimento e avevano mostrato interesse, ma al momento di arrivare al dunque avevano declinato. Ora, però, le condizioni sono cambiate e la vendita potrebbe concretizzarsi. Altrimenti, entro qualche mese, Nuova Sinter rischia di essere un'altra azienda metalmeccanica del territorio che chiude i battenti. Primo passaggio, quindi, è quello di domani, al ministero, per la cassa integrazione straordinaria. Alla fine del mese di luglio sono infatti scaduti i contratti di solidarietà e la procedura prevede, appunto, che ci sia la cassa integrazione. «Ci è stato garantito - spiega Alberto Mancino, segretario Uilm del Canavese - che si sarebbe continuato a produrre e, adesso, a settembre, ci aspettiamo che accada. Nuova Sinter non è un'azienda decotta vittima della crisi, ma ha un mercato ben preciso». Ad agosto, però, le linee si sono fermate per smaltire le ferie arretrate dei lavoratori, ma soprattutto per consentire alcuni lavori di manutenzione ai macchinari. Lavori indispensabili per la produzione. Anche la cassa integrazione è un passaggio obbligato. Dopo l'accordo con il ministero si dovrà capire se l'organizzazione del lavoro settimanale rispetterà lo schema seguito con i contratti di solidarietà. Altro tema è quello delle spettanze della cassa integrazione straordinaria. Non è previsto anticipo e i lavoratori - è accaduto in più di un caso - aspettano mesi. C'è la possibilità di utilizzare una formula legata all'anticipo sulla base di un accordo sottoscritto dalla Provincia con le banche e il sindacato cercherà di percorrerla. Quello delle spettanze non è un punto irrilevante. Nell'ultimo anno e mezzo, più volte i lavoratori hanno organizzato battute di sciopero e manifestazioni per ottenere i salari. Negli ultimi mesi, avevano ottenuto di essere pagati trecento euro a settimana. (ri.co.)