Nel castello le opere degli artisti lituani

CASTELLAMONTE. L'antico ingresso di Palazzo Botton, dopo i fischietti donati al Comune di Castellamonte dai famigliari dell'artista torinese Mario Giani in arte Clizia, ospitano quest'anno in occasione della mostra della Ceramica nonché undicesima rassegna di arte applicata, le ceramiche nere di Marginea. Un Comune della Romania dove, da alcuni secoli, è attiva l'antica tradizione della ceramica artigianale. Inoltre nella cittadina ubicata nel distretto Suceava, abitano circa 9mila 941 abitanti, poche unità in meno dell'attuale popolazione di Castellamonte. Caratteristiche della produzione degli artisti ed artigiani della cittadina dell'est europeo è proprio il colore nero che è diventato un vero e proprio marchio conosciuto in tutta l'Europa. Prima dell'occupazione comunista in Marginea erano aperte circa 60 botteghe gestite da altrettante famiglie di artigiani della ceramica che, dal 1.500 in poi, si tramandavano questo antico mestiere. (d.r.) CASTELLAMONTE La cinquantaquattresima mostra della Ceramica ha un respiro internazionale. Due Paesi, due nazioni amiche, sono presenti in due location distinte: la Lituania, nelle antiche sale del castello, e la Romania, con la ceramica nera di Marginea, nell'antico ingresso di Palazzo Botton. Per quanto riguarda la Lituania, forse non tutti sanno che i rapporti con l'Italia sono strettissimi e datati. Nel XVI secolo, infatti, il re Razivil del ricco e potente granducato di Lituania convolò a giuste nozze con Benedetta Sforza a cui si deve l'introduzione dell'arte italiana a Vilnius, la capitale, e Kaunas. E proprio a Vilnius, che vanta uno dei più grandi musei di sculture all'aperto, l'Europas Parkos, un artista di Foglizzo, Massimo Ghiotti, ha installato dieci sculture monumentali che sono opere permanenti. Lo stesso Ghiotti è presente con sue creazioni al museo Ciurlonis di Kaunas, così come Ugo Nespolo, l'autore del Monumento alla stufa che campeggia in piazza della Repubblica a Castellamonte. «Ci è parso importante dare un'impronta di com'è vissuta la ceramica in Lituania - spiega Enzo Fornaro, ambasciatore Adi per i Paesi che si affacciano sul Baltico che ha curato quella che è, a tutti gli effetti, una mostra nella Mostra - . La ceramica, in Lituania, non è seconda a nessun'altra forma d'arte, anzi. Viene insegnata all'Accademia dell'Arte di Vilnius, e a Castellamonte abbiamo il piacere, e l'onore, di ospitare il vice rettore dell'ateneo, Arvydas Saltenis Vicr, qui non come pittore ma come esperto, appunto, della ceramica». Tra grandi e piccole sono circa 150 le opere in esposizione che ammalieranno il visitatore. Come sottolinea la critica d'arte Ruta Marija Purvinaitè, gli artisti presenti «sono persone che hanno pensieri da esprimere. Si sono impadroniti del mestiere di ceramica presso la sezione dell'Accademia d'Arte di Vilnius e della facoltà di Kaunas e continuano la loro ricerca creativa perfezionandosi costantemente presso i centri mondiali di ceramica, partecipando a simposi internazionali». La ceramica lituana moderna è caratterizzata da una vasta varietà di stili e materiali d'uso. Gli artisti sono ispirati dal patrimonio culturale, dalle trasformazioni della natura, e sviluppano i diversi temi anche tramite interpretazioni filosofiche ed estetiche. Val la pena citarli: Aldona Jonuskaite-Salteniene, Ricardas Lukosiunas, Valdas Kurlietis, Remigijus Sederevicius, Konstancija Dzimidaviciene, Sigita Lukosiuniene, Ruta Sipalyte, Dalia Lauckaite-Jakimaviciene, Rytas Jakimavicius, Andrius Janulaitis, Aldona Keturakiene, Virginia Ridikaite-Lauzadiene, juozas Lebednykas, Kristina Paulauskaite, Jolanta Kvasyte ed Agne Semberaite.