Quando Fido aiuta dottori e pazienti

IVREA Non poteva certamente mancare, nello spazio dedicato agli amici a quattro zampe, anche un articolo sulla pet therapy, una terapia basata sull'interazione uomo-animale, volta a integrare, rafforzare e coadiuvare le tradizionali terapie e che può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico ed emotivo. Non una terapia a sé stante, dunque, ma una sorta di co-terapia che vada ad affiancare quella tradizionale in corso. «Lo scopo di queste co-terapie – spiegano gli esperti- è quello di facilitare l'approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative, soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostri collaborazione spontanea. Questo perché spesso la presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite tale rapporto, di stabilire sia un canale di comunicazione paziente - animale - medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente». Ottimo esempio dei benefici influssi della pet therapy (in quel caso dog therapy), intervento riabilitativo psicomotorio non convenzionale, lo si è potuto constatare direttamente lo scorso gennaio, a Pavone, a casa di Campo, una delle prime comunità psichiatriche protette, in Canavese, a utilizzarla e a riscontrarne il successo riscosso tra gli ospiti, sia come stimolo alle relazioni interpersonali, sia per i sensibili benefici a livello fisiologico. Non sarebbe potuto essere altrimenti, d'altra parte, essendo il responsabile della struttura, il dottor Michele Salvati, sempre molto sensibile a tutto quello che può contribuire a elevare il benessere e la qualità della vita dei suoi ospiti. Referente del progetto per Casa di Campo era stata Zaira Michieli che aveva sottolineato come le attività assistite con gli animali realizzate nella struttura avessero come obiettivo generale proprio il miglioramento della qualità di vita dei pazienti, dall'attivazione cognitiva al miglioramento del tono dell'umore, al ridimensionamento del livello di stress e degli eventuali disturbi comportamentali. A gestire l'attività ludico creativa con gli animali era stata la Uam, di Grugliasco, associazione per la relazione uomo-animale- mente, tra l'altro sede di tirocinio per gli studenti di medicina veterinaria: «Associazione – spiega la presidente, Miriam Borra - che nasce come luogo di incontro di professionisti in vari ambiti che condividono l'amore per gli animali e la fede nei benefici apportati all'uomo attraverso questa relazione. L'acronimo Uam, ovvero UmAnimalMente, esprime appieno la nostra convinzione che le persone, supportate nella costruzione di una corretta e positiva relazione con gli animali, possano migliorare la loro quotidianità». La Uam, organizza ogni anno corsi e iniziative per permettere a chiunque di conoscere questa realtà particolare e, eventualmente, entrarne a far parte nel modo più consono alla personalità di ciascun: dalle mattinate di giochi insieme ai cani terapisti, affinchè la gente possa avvicinarsi al mondo della pet therapy, ai corsi gratuiti finalizzati a informare e formare tutti, in particolar modo le figure sanitarie, sull'importanza e sul significato del ruolo terapeutico degli animali nonché sui protocolli di gestione degli animali e delle attività con gli animali. Per informazioni su sedute e corsi, rivolgersi alle sedi di Torino, in Via Giachino 30, di Grugliasco (presso il canile sanitario municipale interno alla facoltà di Medicina veterinaria di Torino, con ingresso da piazza Morselli 2) e di Pianezza, in via Pavese 12 (presso l'ambulatorio polispecialistico Villa Iris); e-mail: info@umanimalmente.it . Franco Farnè