A5, meno camion e turisti Calo del 4,22% solo a luglio

di Simona Bombonato w BANCHETTE Autostrada mai così libera come quest'estate quella che collega Torino a Quincinetto gestita dall'Autostrada Torino Ivrea Valle d'Aosta (Ativa), l'A5 famosa per essere tra le più care d'Italia. Crisi e maltempo hanno dato il colpo di grazia al numero di transiti del primo semestre, già sotto rispetto a otto anni fa. Se tra gennaio e maggio il numero di veicoli sembrava in leggero aumento (la media è di 32mila passaggi al giorno), ma giugno ha visto i transiti scendere di un altro 1,79% e luglio precipitare del tutto con il -4,22% in corrispondenza dei fine settimana rovinati dal maltempo. Nei giorni feriali, l'A5 ha però visto anche meno mezzi pesanti in circolazione: il decremento del 2014 è del 2% e va a sommarsi al tracollo registrato l'anno scorso con picchi negativi che si aggiravano attorno al 7-10%. Quadro che lascia poco margine all'interpretazione, spiega il presidente di Ativa, Giovanni Ossola. «I dati confermano qualora ce ne fosse ancora bisogno la situazione non positiva degli ultimi due mesi, che si contrappone a quella moderatamente positiva che si era creata da febbraio a maggio – spiega Ossola –. Il traffico è sceso complessivamente dello 0,3%, tuttavia nel mese di giugno il traffico ha perso l'1,79% e nel mese di luglio è sceso di un altro 4,22%, in parte per il tempo cattivo nei weekend». Quanto ai camion, «il traffico pesante è sceso a sua volta del 2% solo nel mese di luglio e questo non è un buon segnale, in quanto riflette l'andamento della produzione industriale». «Non sono sorpreso che in autostrada ci sia meno gente – riflette poi Sergio Melis, segretario Cisl Canavese –. Le aziende continuano a chiedere lo stato di crisi. Lo vediamo dal numero di pratiche gestite dal nostro Ufficio vertenze. E poi ci sono quelle in cassa già da qualche anno i cui lavoratori inevitabilmente tirano la cinghia su ferie, trasferte e consumo di carburante a meno che non sia essenziale. Tutto questo, dal punto di vista di chi viaggia in autostrada, significa vedere meno auto private e meno camion». Un dato sulla crisi del lavoro in Canavese: secono i calcoli di Fiom Cgil su 4.500 metalmeccanici, un migliaio è in cassa integrazione e almeno 400 lavoratori entro pochi mesi potrebbero trovarsi senza ammortizzatori sociali. Per contro, la A5 Torino-Aosta si contende il primato di autostrada più cara d'Italia con l'A32 Torino-Bardonecchia. Per coprire i cinquanta chilometri della tratta Ivrea-Torino vanno infatti da casello a casello qualcosa come 4,70 euro, e quest'anno è andata ancora bene, perché il decreto di fine 2013 ha stabilito che questa porzione di autostrada subisse a gennaio il rincaro più basso d'Italia (lo 0,82% in più su una media nazionale del 4). Questo dà elementi ad Ativa per sperare di mantenere la concessione fino al 2016, cose che le consentirebbe di ammortizzare meglio i 180 milioni di euro di investimenti programmati per mettere in sicurezza il Nodo idraulico. In questo senso il dialogo con il Governo è stato avviato qualche mese fa. Ancora Ossola: «Il problema della sicurezza del Nodo idraulico è stato inserito nel Decreto ministeriale delle variazioni tariffarie di fine anno. Ativa ha inviato tutta la documentazione e il Ministero delle infrastrutture dovrebbe portare all'attenzione del Cipe il dossier tra agosto e settembre». La decisione è cruciale per la sopravvivenza di Ativa, insiste Ossola: «Oltre alle competenze tecniche che abbiamo autonomamente, abbiamo bisogno di un forte appoggio della politica locale per poter continuare a impegnarci sul territorio come abbiamo sempre fatto».