Renzi sulle riforme «Non prendo ordini»

di Nicola Corda wROMA Dopo la maratona della riforma costituzionale, l'agenda di Matteo Renzi è segnata dall'emergenza economia. Prima di Ferragosto è già piena di appuntamenti: c'è il tour nel mezzogiorno e soprattutto una visita al Quirinale da Napolitano per fare il punto e organizzare la ripresa autunnale dopo il primo passaggio della revisione costituzionale. Ma intanto, in un'intervista al Financial Times, il premier con toni decisionisti fa sapere che non si farà mettere il guinzaglio né dalla Bce né dall'Europa: «Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di fare le riforme ma come le faremo lo deciderò io, non la Troika, non la Bce, non la Commissione Europea». Per il premier la riforma costituzionale è la cornice dell'azione riformatrice del governo, la madre di tutte le battaglie che si deve «alla saggezza e lungimiranza del Presidente della Repubblica: sostegno e consigli, una parola "quotidiana" per tutti per cercare di convincere i perplessi che la via imboccata era quella giusta». Perché il cambiamento dell'architettura istituzionale con l'addio al bicameralismo paritario e la politica del governo in mano a una sola Camera, rappresenta uno snodo decisivo. Un passaggio significativo dove «i politici cambiano se stessi e che significa che sono finite le rendite di posizione». Il nuovo fronte polemico che ha deciso di aprire è con quei pezzi di classe dirigente «che stanno resistendo al cambiamento perché non regge più la storia che è tutta colpa della politica, con il nuovo Senato abbiamo dimostrato di saper cambiare». Anche di questo Renzi probabilmente parlerà con Napolitano, che pur essendo il primo tifoso delle riforme è pur sempre un politico che arriva dall'establishment precedente. Già un primo assaggio della prossima guerra si è avuto la scorsa settimana con la polemica con la Ragioneria generale dello Stato che ha costretto il governo a fare marcia indietro sui pensionamenti degli insegnanti. È la parte più difficile del previsto, affrontare le «incrostazioni e resistenze» dice il premier, consapevole di scatenare reazioni polemiche. Con il Capo dello Stato dovrà metter giù la lista degli altri provvedimenti da realizzare e quelli già in cantiere e avviati in Parlamento che il presidente della Bce, Mario Draghi ha evocato solo qualche giorno fa come l'unica strada per far riprendere gli investimenti. Il segnale che «l'Italia non ha bisogno di altri che dicano cosa fare» parte da un' intervista al Financial Times ed è dunque destinato a colpire i bersagli giusti. Da Renzi però anche la rassicurazione del rispetto dei patti e che il Paese sarà portato fuori dalla crisi perché le finanze sono sotto controllo. «Non ho intenzione di superare il tetto del 3 per cento del deficit-Pil. Speriamo di aver una crescita migliore nella seconda metà dell'anno e chiudere con un deficit al 2,9». Certo per affrontare il Pil negativo serve uno scossone «ma l'Italia non è rientrata in recessione, non è mai uscita. Stiamo facendo cose importanti che daranno frutti nel tempo». Uno di questi è il decreto Poletti, «che ha già creato 108mila posti di lavoro dei quali nessuno parla». Per Renzi la ripresa sarebbe aiutata «se l'euro non fosse così forte rispetto al dollaro e se l'inflazione fosse un pò più alta». Il dramma del lavoro e la ripresa di settembre sono certamente le maggiori preoccupazioni del governo ma Renzi ricorda che la parola d'ordine è "coraggio" è non "paura". E lui della ripresa autunnale annuncia di non avere timori, neppure delle grandi manovre che starebbero preparando dalle parti di Forza Italia per "asciugare" la maggioranza al Senato, dando il via alla caccia dentro al Nuovo Centrodestra. Fare le riforme con l'anomala alleanza «è stata una mia scelta personale contestata duramente anche dentro il Pd» ma non sono nelle mani di Berlusconi, la maggioranza è solida e non mi aspetta la via crucis che toccò a Prodi». Non sarà esaltante per la sua composizione ma «credo che questa maggioranza sia la più solida della Seconda Repubblica». ©RIPRODUZIONE RISERVATA