Perquisizioni e sequestri Indagine per bancarotta

di Rita Cola w IVREA L'indagine è partita qualche mese fa. E riguarda la Vasas, concessionaria di auto attiva da oltre sessant'anni in Canavese, attraverso la sua sede di Chivasso, in via Galileo Ferraris 16. Un punto di riferimento per chi cercava un'auto perché, oltre ad essere stata concessionaria Peugeot, Land Rover, riparatore Citroen, si potevano trovare ottime occasioni di usato, auto aziendali e da noleggiare e persino veicoli storici. Poi, secondo quando emerso dalle indagini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, nell'autunno scorso, la cessione del 92% delle azioni a prezzi stracciati, a una cifra giudicata inferiore di due zeri al valore definito di un milione di euro. Da allora, i problemi. A cominciare da quelli dei lavoratori che hanno perso il posto. Lavoratori che erano rimasti senza salario e senza trattamento di fine rapporto e che si erano rivolti alle organizzazioni sindacali per avere il dovuto. Non a caso, infatti, la procura di Ivrea ha presentato al tribunale anche un'istanza di fallimento per la Vasas. Istanza che sarà esaminata dal tribunale fallimentare. E l'altro giorno, 120 finanzieri, coordinati dal nucleo di polizia tributaria di Torino e su mandato del sostituto procuratore della Repubblica di Ivrea Giuseppe Drammis, hanno perquisito società e abitazioni alla ricerca di elementi per fare chiarezza sulla situazione. Cinque sono le persone indagate dalla procura di Ivrea con varie ipotesi di reato che vanno dalla bancarotta fraudolenta alle emissioni di fatture per operazioni inesistenti. Trentadue sono invece le perquisizioni eseguite in venti aziende e dodici abitazioni e sono stati notificati sette ordini di esibizione ad altrettanti professionisti. Autovetture sono state sequestrate, oltre che in varie regioni italiane, anche a Ivrea, Verolengo, Novara, Torino, Alessandria, Pavia. A tutela dei creditori, la procura, attraverso la guardia di finanza, ha sequestrato 195 automobili di vario tipo, comprese alcuni veicoli storici. Secondo l'ipotesi della procura - ma l'inchiesta è ai primi passi e tutta la documentazione acquisita deve essere ancora vagliata dalla polizia tributaria - il prezzo delle autovetture vendute non veniva incassato dalla società, ma da quelli che sono considerati gli artefici del sistema di spoliazione della Vasas. L'ipotesi è che, negli ultimi mesi e in coincidenza del declino della società, attiva da oltre sessant'anni nel mercato dell'auto, siano state distratte somme per un valore complessivo di circa tre milioni di euro. In buona sostanza, secondo l'ipotesi accusatoria il prezzo delle auto veniva quindi incassato da un sistema di società compiacenti ovviamente in danno dei creditori e di acquirenti ignari alcuni dei quali si sono visti sottrarre anche i soldi versati a titolo di caparra per l'acquisto. @gattobianco ©RIPRODUZIONE RISERVATA