Città Futura in rosso Farmacia in vendita Dipendenti a rischio
MONTANARO «Il debito di Città Futura è da ascrivere a scelte scriteriate del passato. Non è giusto che a pagare siano i lavoratori». I sindacati hanno rotto il tavolo di trattativa con l'amministrazione comunale, socio unico della società partecipata in seguito alla decisione unilaterale di cedere la farmacia. «È il core business della società e venderla vorrebbe dire decretare la morte di Città Futura che potrebbe sopravvivere per pochi mesi», spiegano Massimo Esposto della Cgil Funzione pubblica, Roberto Loiacono del Csa e Paolo Osella di Cisl Funzione pubblica. I tre illustrano i dati della relazione consegnata loro giovedì scorso. I numeri parlano chiaro: Città Futura ha un debito di 1.399744,59 euro. «Analizziamo le spese che negli anni sono state fatte: dal 2002 al 2013 il Cda è costato 815.325 euro, di cui 434.382 euro nel triennio 2005-2007. Le consulenze dal 2002 ad agosto 2007 ammontano a 335.800 euro, di cui 10mila per un avvocato romano». I sindacati puntano il dito su altre spese ritenute poco oculate come la decisione di acquistare i locali da destinare alla farmacia e costati circa 300 mila euro. «È stata lì solo due anni e poi ci si è accorti che la scelta è stata infelice e così si sono spesi altri 80mila euro di leasing per il locale in affitto in piazza». Osella, Loiacono e Esposto hanno chiesto all'amministrazione almeno di fare rientrare il personale in Comune» (s.a.)