Appalti, duello a distanza tra Bot Sartor e Puppato

SCARMAGNO Il confronto a distanza tra il sindaco di Scarmagno ed il leader della minoranza Paolo Puppato, continua, ma con toni più pacati. Il primo cittadino Pier Luigi Bot Sartor vuole «precisare, senza polemizzare» sull'invito che gli ha rivolto Paolo Puppato nella recente dichiarazione seguita alla scelta di disertare il consiglio comunale. «Il sindaco - aveva dichiarato Puppato - farebbe bene ad andare a consultare la determina 217 del 20 dicembre 2013, emessa dal responsabile del servizio tecnico con la quale affida dei lavori di importo pari a 90.090 euro per la pubblica illuminazione, superando la soglia massima dei 40 mila euro consentiti». A questo proposito il sindaco ha però confermato l'assoluta regolarità di questo e di tutti gli altri atti da lui compiuti. «Ribadisco che tutte le decisioni adottate - ha replicato Pier Luigi Bot Sartor - rispettano rigorosamente le normative ed i limiti previsti dalle norme. Nel caso specifico - ha aggiunto il sindaco - non si poteva fare diversamente visto che impianti e linee elettriche sono di proprietà esclusiva di Enel Sole e pertanto esclusivo poteva e doveva essere l'incarico dell'aggiornamento del sistema di pubblica illuminazione». La delibera in questione riguarda la sostituzione dei punti luce pubblici con lampade a led affidata ad Enel Sole «proprietaria delle linee e dei corpi illuminanti», come prevede l'articolo 57 del decreto legge 163/03, richiamato nella determina emessa dal sindaco. Pier Luigi Bot Sartor ha voluto così precisare che lo stesso articolo e la stessa legge sono stati richiamati nella delibera del consiglio comunale di Strambino. «Rilevato che l'affidamento della riqualificazione degli impianti Enel Sole - è scritto nella delibera 18 approvata il 26 settembre 2012 dal Consiglio - può essere effettuato con procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, in quanto l'Enel Sole ha la titolarità esclusiva sugli impianti e pertanto trova applicazione l'articolo 57 del decreto legge 163 del 12 aprile 2006 dei contratti pubblici». Paolo Puppato, dal canto suo, ha confermato la scelta e le critiche della minoranza, visto che: «I consigli comunali diventano sempre più radi e di riflesso anche le discussioni. Le decisioni vengono prese unilateralmente dal sindaco, senza confronto. Ciò ci ha indotto a non partecipare all'assemblea».