Caos riforme, Renzi pronto a trattare
di Gabriele Rizzardi wROMA «All'ostruzionismo si risponde con la calma e la perseveranza, togliendo, uno a uno, i sassi dai binari, sminando il campo dalle insidie. Agosto o settembre non è questione di vita o di morte, è però un mese perso». Alla vigilia della settimane cruciale che si apre oggi al Senato per la riforma costituzionale, Matteo Renzi conferma che il governo è pronto a discutere nel merito alcune modifiche e si prepara ad incontrare i leader dei partiti di maggioranza e opposizione, a cominciare da Silvio Berlusconi con il quale potrebbe avere un faccia a faccia in tempi ravvicinatissimi. L'apertura del premier arriva dopo molti ultimatum e un muro contro muro che va avanti da alcune settimane. La disponibilità al dialogo è però subordinata al ritiro della stragrande maggioranza degli emendamenti ostruzionistici, come conferma il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, in un colloquio con Repubblica: «Ottomila emendamenti "fantasiosi", per così dire, sono un ricatto. Alle opposizioni chiedo di dare un segnale di buona volontà: ritirate gli emendamenti. Quelli di merito saranno oggetto di confronto politico, consentendo così ai cittadini di farsi un'opionione». L'Aula del Senato tornerà a discutere di riforme da domani (oggi si occuperà del decreto cultura) e lo farà con sedute-fiume, dal mattino a mezzanotte, tutti i giorni, week-end compresi. Una maratona che sulla carta, in base ai tempi contingentati decisi per neutralizzare l'ostruzionismo, prevede 115 ore complessive, di cui 80 ore dedicate alle votazioni. Le richieste di voto segreto sono 920. L'obiettivo è quello di arrivare al primo via libera entro l'8 agosto. Una scadenza che sarà rispettata solo se il ministro delle Riforme, il premier e le opposizioni riusciranno a trovare un compromesso, non solo sulla riforma del Senato ma anche sulla legge elettorale. Nell'attesa di capire in cosa consisteranno le possibili aperture, le opposizioni restano diffidenti. «Sono molto contento che il governo sia pronto a discutere nel merito ma sbaglia a porre come condizione il ritiro della gran parte degli emendamenti. Ci dicano su quali modifiche sono disposti a discutere, noi siamo pronti a parlarne» spiega il coordinatore nazionale di Sel, Nicola Fratoianni, che non accetta di essere bollato come "gufo" o "frenatore" e chiede al governo «uno sforzo in più». Un incontro? «Se qualcuno ce lo chiede siamo disponibilissimi». Lo scoglio principale riguarda la non elettività del Senato e Forza Italia suggerisce quello che il Mattinale chiama il "Lodo Berlusconi": promozione a senatori dei consiglieri regionali più votati. Ma è possibile che la soluzione passi per una modifica della legge elettorale. L'Italicum prevede le liste bloccate? Berlusconi potrebbe cedere e decidere per un ritorno alle preferenze. Il leader di Forza Italia, che punta a una federazione del centrodestra, vuole andare incontro alle richieste della Lega, di Fratelli d'Italia e soprattutto del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, che ha posto l'introduzione delle preferenze e l'abbassamento delle soglie di sbarramento come condizione per riprendere il dialogo. Novità che comporterebbe una modifica del patto del Nazareno, che per Giovanni Toti non conterrebbe alcuna clausola segreta: «C'è un testo scritto. Abbiamo avuto modo di vedere gli appunti...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA