Per il bilancio è già guerra Manifesti di Riparolium

RIVAROLO. Anche il Movimento 5 stelle affila le armi. «Oltre al bilancio - riferisce il capogruppo Alex Chiapetto - , verranno portati in discussione una ventina di delibere e regolamenti tributari mai transitati e discussi nelle commissioni consiliari, malgrado siano proprio essi stessi nodo fondamentale per la definizione del bilancio. Le aliquote Iuc, Tasi e Tari, infatti, sono state stabilite senza consultare minimamente le opposizioni». «Dal momento che a bilancio già preconfezionato non ci è stato possibile intervenire sulle aliquote, pena il disequilibrio dello stesso - aggiunge il pentastellato - , il Movimento 5 stelle ha deciso di proporre una mozione per chiedere al consiglio di variare l'unico punto che non apporterebbe squilibri: la ripartizione del tributo Tasi tra locatore e affittuario». Come Chiapetto, anche Marina Vittone ha formalizzato la rinuncia al gettone di presenza per il consiglio e le commissioni. Nel documento, il capogruppo di Rivarolo sostenibile sottolinea come con il gesto «voglia concorrere alla riduzione della spesa pubblica del Comune» e chiede che «le somme risparmiate siano reivestite in finalità sociali». di Mauro Michelotti wRIVAROLO I fuochi pirotecnici che domani sera saluteranno la patronale di San Giacomo sono solo un anticipo di ciò che potrebbe accadere il giorno dopo, ovvero mercoledì 30, a Palazzo Lomellini. Questo, almeno, stando ai proclami dell'opposizione che nel processo di avvicinamento al consiglio comunale convocato alle 17.30 le prime cannonate le ha già sparate. C'è il bilancio, in discussione, il primo, vero momento di confronto politico amministrativo dopo due sedute soft dall'insediamento della giunta Rostagno. A dar fuoco alle polveri ci ha pensato Marina Vittone, qualche giorno fa, con il suo "j'accuse" al nuovo esecutivo per le indennità di carica. Troppo alte, secondo il rappresentante di Rivarolo sostenibile, e in un momento in cui la recessione non è affatto alle spalle e la crisi economica è di là dall'essere risolta. Il sindaco ha risposto per le rime affermando che se rapportato al lavoro che stanno sostenendo i suoi assessori gli appannaggi sono appena dignitosi, ma il testimone, dalla Vittone, idealmente l'ha raccolto Riparolium a cui non è parso vero, dopo aver scontato sulla propria pelle l'onta del commissariamento per presunte infiltrazioni mafiose, di potersi cominciare a levare più che sassolini dalle scarpe gli autentici macigni che hanno sepolto la squadra dell'ex capitano Fabrizio Bertot. E così, in città, da giovedì pomeriggio sono comparsi eloquenti manifesti in cui l'attacco (o contrattacco) alla giunta Rostagno è partito deciso. «La più cara nella storia di Rivarolo» è il titolo principale. Poi, strillato da un altrettanto inequivocabile messaggio («Il gallo annuncia una nuova alba, il risveglio della sua città»), arriva l'affondo fatto tutto di cifre, numeri, parametrati al prima e dopo Bertot. A partire dall'indennità di carica (0 euro annui per l'ex parlamentare europeo, 27mila 360 per Rostagno; 50mila 362 euro complessivi per l'esecutivo Bertot, 101mila 280 per la nuova giunta), per proseguire con le tasse (addizionale Irpef comunale allo 0,5% sotto la guida Bertot, diventata 0,8% con Rostagno al timone; Ici/Imu allo 0,7% passata allo 0,84%; niente Tasi, ora allo 0,3% e, dulcis, in fundo, un più 25% della tassa rifiuti, pillola amarissima da trangugiare). Il manifesto si chiude (e chiude) con un «Adesso vergogna a chi lo diciamo?» che è, davvero, tutto dire. Alberto Rostagno alcune precisazioni le ha già fatte, ed altre, presumibilmente, le farà in consiglio dopodomani, ma adesso non può che incassare il livore dei suoi avversari. «Questi dati mi sono parsi agghiaccianti - sfodera la scimitarra Martino Zucco Chinà, capogruppo di Riparolium - . E lo sono in relazione all'operato della giunta precedente e ai proclami della campagna elettorale della nuova amministrazione comunale. Dopo due mesi, non si è visto praticamente nulla, anche solo per mandare un messaggio simbolico. È un passo indietro rispetto alle promesse. Eravamo ben disposti e lo abbiamo detto in consiglio comunale, ma dobbiamo da subito riconsiderare la nostra posizione. La giunta adduce come scusante i tempi che sarebbero mancati consegnando il malloppo (bilancio) ai funzionari, e contestualmente mette mano agli emolumenti in un contesto drammatico per la città e i cittadini. Non potevamo (non possiamo, non potremo) che reagire.