«Gino Pistoni, esempio da seguire»

IVREA «Offro mia vita per Azione cattolica e Italia. Viva Cristo Re».Su queste le parole, scritte con il suo sangue su un sacchetto, definite unanimemente il suo testamento spirituale ed umano, è ruotato il ricordo della figura di Gino Pistoni a settanta anni dalla sua morte. Ivrea ha ricordato con commozione il giovane partigiano cattolico "Ginas" con una serata giovedì tenuta nel salone, affollato, di quell'Oratorio San Giuseppe dove il ragazzo eporediese si era formato dal punto di vista religioso, civile e sociale. Gino Pistoni è morto a soli 20 anni, il 25 luglio del 1944, mentre partecipava alla sua prima azione da partigian. Invece di fuggire dalle bombe si era fermato a soccorrere un avversario ferito. Un' eredità, hanno confermato tutti gli intervenuti, che rappresenta un grande esempio per i giovani di oggi. Ha auspicato don Arnaldo Bigio: «I nostri ragazzi seguendo l'esempio di Gino Pistoni, possono dare un senso alla loro vita». A ripercorrere la strada del cristiano Gino Pistoni, davanti al fratello Piergiorgio Pistoni e al nipote Marcello, confusi tra il pubblico insieme al neo assessore regionale Gianna Pentenero, è stato il professor Rodolfo Venditti, allora uno degli animatori dell'Azione cattolica diocesana di Ivrea, affidata a don Mario Vesco. A ricordare il partigiano presente tra le file delle Brigate Garibaldi sono stati i rappresentanti dell'Anpi Mario Beiletti e Giovanni Bonotto, il primo dei quali ha concluso ricordando che «l'azione umanitaria di Gino Pistoni trascende su tutto» e «conferma l'universalità della lotta partigiana che ha accumunato comunisti e cattolici». Il vescovo emerito di Ivrea, Luigi Bettazzi, che ha avviato la causa di beatificazione di Gino Pistoni, ha confermato «l'ammirazione per questo giovane che non ho conosciuto ma ho apprezzato e stimato attraverso le molte testimonianze. E mi sento di indicare come esempio per i giovani invitati alla riflessione e alla ricerca della verità». Al ricordo di Gino Pistoni ha partecipato anche il Coro Baiolese con alcuni canti partigiani. Una mostra fotografica esposta in piazza Ottinetti e la celebrazione della messa venerdì davanti al Cippo di Tour d'Hereraz (val di Gressoney) da parte dell'assistente nazionale dell'Azione Cattolica mons Mansueto Bianchi, alla presenza del Vescovo di Ivrea, mons. Edoardo Aldo Cerrato, hanno completato le iniziative. (s.ro.)