Allarme esplosione Quartiere isolato Indagini a 360 gradi

di Mauro Giubellini wIVREA Dopo la grande paura è tempo di indagini, risposte e riflessioni. Martedì sera un intero quartiere è stato isolato per un allarme bomba che ha creato attimi di palpabile tensione. «Venite, presto. In via Chabod, all'angolo con via De Gasperi c'è un ordigno appeso alla recinzione del deposito Enel». La telefonata è giunta alle 20,30 al centralino del commissariato di polizia. Esattamente cinque minuti dopo gli agenti avevano già bloccato tutti gli accessi al luogo del ritrovamento e con l'aiuto dei carabinieri isolato l'intera area, evacuando lo stabile più vicino, quello che pochi mesi or sono fu teatro dell'omicidio del pensionato Benito Peloso. Alle 21,15 sono arrivati gli artificieri che si sono avvicinati al presunto ordigno: da una borraccia da picnic, appesa con il suo spallaccio alla cancellata in ferro spuntava una nassa da pesca di colore bianco (un retino) al fondo della quale c'era una batteria da auto con fili elettrici in bella mostra ed una ventola che provocava un sinistro sibilo. A scanso di equivoci, anche se sin da una prima analisi era stata rilevata l'assenza di esplosivo, gli artificieri hanno fatto brillare il finto ordigno con un cannone ad acqua. La forte esplosione provocata da questo particolare strumento, sentita a centinaia di metri di distanza, ha fatto pensare allo scoppio di una bomba. «Ma non è così», rassicurano dal commissariato di polizia, incaricato di seguire le indagini sulle quali viene mantenuto uno stretto riserbo.Il sostituto commissario Gianni Faletto ed i suoi uomini hanno già raccolto decine di testimonianze mentre la scientifica ha raccolto almeno una trentina di oggetti e svariate tracce biologiche trovate nei pressi del luogo del ritrovamento. Nessuna pista viene scartata. Ed anche la versione più banale ed immediata, quella di uno scherzo o di un'azione mirata a procurare allarme non viene nè confermata nè smentita. «Per essere uno scherzo vi sono troppe anomalie a partire dalla complessità del falso ordigno a quel biglietto lasciato in evidenza recante la scritta "Per Ivrea"», fanno sapere fonti investigative. Ha perso quota l'ipotesi di un gesto dimostrativo imputabile all'area anarchica. Nessuna rivendicazione è stata registrata, nè alle forze dell'ordine, nè ai giornali. Con discrezione vengono prese in esame anche piste legate alla proprietà dell'area ex Enel, pare al centro di una compravendita; ed informazioni sono state raccolte anche in relazione all'area verde di via San Michele oggetto di vive contestazioni da parte di alcuni residenti (quest'area però si trova a un centinaio di metri dal luogo del ritrovamento del falso ordigno). Martedì sera, terminata l'operazione degli artificieri, tutto è tornato alla normalità: il traffico alle 23 è stato riaperto agli autoveicoli e la piccola folla di curiosi, debitamente tenuti a distanza durante lo stato di allarme, si è riversata in via De Gasperi. Presente sul posto anche il sindaco, Carlo Della Pepa che si è personalmente congratulato con gli agenti di polizia e con i due artificieri che hanno disinnescato il falso ordigno. GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO www.lasentinella.it