«Non esercitatevi su data dimissioni»

ROMA «Non esercitatevi in interpretazioni sulle mie volontà sulla fine del mandato presidenziale». Napolitano gela tutti i premonitori che negli ultimi tempi si sono esercitati sulle sue possibili dimissioni. Tempi legati alle riforme o al semestre europeo, le voci corrono sempre fuori dal Quirinale e riemergono come un fiume carsico. «Non date interpretazioni estensive sulle situazioni di necessità istituzionali», ha spiegato con puntiglio il capo dello Stato, riferendosi a quelle contingenze politiche che possano giustificare un «ulteriore ed eccezionale permanenza nell'incarico». Spiega e ricorda l'altra riserva, «il punto di vista delle mie forze, di un pesante incarico di doveri e funzioni: una valutazione che appartiene solo a me stesso». Il peso dell'età resta per Giorgio Napolitano un dato obiettivo che trasforma tutto il resto in variabile. «Sono concentrato sull'oggi e ho ritenuto opportuno garantire la continuità nelle fase impegnativa del semestre europeo ma ve lo ripeto: non esercitatevi in poco fondate e premature ipotesi e previsioni». Un avvertimento necessario, rivolto alla platea dei giornalisti parlamentari in occasione della cerimonia del Ventaglio, lui che ne ha avuti più di tutti: nove al Quirinale e due a Montecitorio. Con la stampa un rapporto speciale, rispetto e sintonia e così estende la preoccupazione per la sfida che il mondo dell'informazione sta affrontando nella crisi di settore. Ma l'apprensione di Napolitano ieri era rivolta principalmente alle vicende internazionali, ai focolai di guerra che stano facendo saltare gli equilibri mondiali. Ucraina, Siria, Iraq, il cuore del Medio Oriente e la Libia frontiera di una tumultuosa ondata di migranti. «L'Italia e l'Europa sono esposte ai contraccolpi di tensioni e tragedie che suscitano profondo orrore» spiega il Presidente ricordando le stragi di disperati, inermi e incolpevoli civili uccisi nei bombardamenti su Gaza, e il fitto lancio di missili contro Israele. Situazione «drammatica e pericolosissima» da affrontare con un «deciso rilancio della politica estera e di sicurezza dell'Europa». Alla scelta di una guida valida il nostro Paese «può concorrere con una sua personalità». Ma per il capo dello Stato è improprio andare oltre l'auspicio o fare nomi. Vale anche per la candidata di Matteo Renzi a Mrs Pesc, Federica Mogherini. (n.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA