Centrale, perplesso il comitato

RIVAROLO L'incontro di giovedì scorso, a Palazzo Lomellini, avrebbe dovuto far chiarezza sulla situazione della centrale a biomasse sorta nell'area dell'ex Vallesusa, a Rivarolo. E in un certo senso l'ha fatta, almeno secondo i tecnici dell'Arpa che hanno fornito i dati del sistema di monitoraggio delle emissioni che sarebbero nei limiti consentiti dalla legge. Ma il comitato Non buciamoci il futuro, presente alla riunione, perplesso lo era prima e ancor di più lo è tuttora. «Abbiamo chiesto spiegazioni alle numerose incongruenze riscontrate sui dati Sme nel periodo 1 gennaio - 16 maggio 2014, osservazioni già esposte tramite lettera ad Arpa, Provincia, Comune e Asl - rimarcano gli ambientalisti - . Tante domande e poche risposte (stiamo ancora attendendo, per esempio, copia delle relazioni dalle quali risulti la tipologia e luogo di origine della biomassa utilizzata). E che dire dei verbali dei sopralluoghi e delle analisi e verifiche che l'Arpa stessa sostiene di aver fatto sull'impianto». «Noi riteniamo sia necessario un rigoroso approfondimento poichè, pur nel rispetto dei limiti di legge, questo non equivale a dire che l'impianto non inquina come ci insegnano diversi esempi, tipo la centrale di vado Ligure. Non appena riceveremo la documentazione da tempo richiesta potrà esserci una valutazione più appropriata. Per il principio di precauzione e prevenzione vorremmo fosse adottato un sistema che garantisca, in totale trasparenza, controlli continui».