Fitto a Berlusconi: ipnotizzati da Renzi

di Gabriele Rizzardi wROMA «Caro Presidente, stiamo sbagliando. Sembriamo ipnotizzati da Renzi che, nel silenzio del partito, ridicolizza alcuni nostri senatori solo perché la pensano diversamente». Alla vigilia di una settimana decisiva per le sorti del nuovo Senato, il cui testo di riforma approda oggi nell'Aula del Senato, Raffaele Fitto si affida al suo blog per far sapere a Silvio Berlusconi, con una lettera aperta che farà certamente discutere, che il malumore del partito è profondo e non può essere certo liquidato con una pacca sulle spalle. «I nodi da sciogliere sono enormi» scrive l'eurodeputato, che per giorni e giorni ha chiesto al Cavaliere un'assemblea per confrontarsi sui nodi che rischiano di far saltare Forza Italia e adesso decide di mettere nero su bianco tutte le sue riserve su una riforma che non lo convince neanche un po'. «Non sono, non siamo contro le riforme. Ciò che crea grande perplessità sono invece due ordini di questioni, i contenuti della proposta in campo e la fretta». Una bocciatura su tutta la linea, insomma. Fitto contesta la non elettività del Senato, reputa "inaccettabile" la modifica dell'Italicum e chiede conto al Cavaliere del patto del Nazareno. O meglio, fa capire che quel patto sarebbe da riscrivere. L'eurodeputato pugliese, che guida una nutrita pattuglia di dissidenti che messa insieme ai malpancisti dell'area Minzolini potrebbe arrivare a rappresentare un terzo del partito, ricorda che al centro di quell'intesa c'era sia il sistema elettorale, sia le riforme istituzionali. Adesso, invece, tutto è cambiato. E la "novità" non va bene. «Come per magia, settimana dopo settimana, il quadro è cambiato fino ad essere capovolto: il sistema elettorale frutto di quell'accordo non c'è più, ed è destinato ad essere ulteriormente modificato, e in primo piano è apparsa una modifica costituzionale che tuttora fa molto discutere e non convince la gran parte dei nostri parlamentari». Fitto dice chiaro e tondo che il compromesso sulle riforme non lo convince e ricorda che, con la «fretta» imposta da Renzi, si rischia di fare un «pasticcetto». Il nuovo Senato? «O viene eletto, oppure meglio se proponiamo di abolirlo del tutto». Ma c'è anche il rischio di «nuovi conflitti tra Camera e Senato su leggi di bilancio e norme di spesa», un no all'aumento delle firme per i referendum e il rammarico per non aver ottenuto nulla sul presidenzialismo. Ma le critiche più dure sono per il Cavaliere: «Stiamo sbagliando a non discutere in modo più approfondito, ed è ancora più sbagliato porre una sorta di questione di fiducia su di te ogni volta che qualcuno solleva una più che ragionevole questione di merito, usando a seconda delle convenienze il patto del Nazareno per bloccare la discussione. Io ritengo che tutto questo sia sbagliato. E sono convinto che anche tu in fondo la pensi in questo modo». La risposta di Berlusconi, stanco di dover far fronte alle beghe di partito, potrebbe arrivare dall'assembla congiunta dei parlamentari azzurri in programma per domani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA