Città metropolitana, riuniti tutti i sindaci «È un'opportunità»

di Rita Cola wIVREA L'appuntamento è per domani mattina, martedì 15 luglio, ore 9,30, all'auditorium della Provincia in corso Inghilterra 7, a Torino. Sarà la prima assemblea dei 315 sindaci della Provincia di Torino che cessa la sua esistenza per costituire la Città metropolitana. I prossimi mesi saranno decisivi. Entro l'8 settembre dovranno essere presentate le liste per le elezioni del Consiglio metropolitano del 28 settembre. L'elezione avverrà con voto ponderato e servirà a eleggere, tra i sindaci e i consiglieri comunali dei 315 Comuni, i 18 componenti del Consiglio metropolitano, che sarà l'organo di indirizzo politico e di controllo sulla gestione dell'ente. I prossimi passaggi formali, quindi, saranno decisivi e i territori chiedono una giusta rappresentanza all'interno del Consiglio metropolitano che dovrà dare voce a tutte le istanze di una realtà amministrativa innovativa, sotto tutti i profili. Il tema, oltre che nuovo, è ostico anche tra molti amministratori comunali coinvolti. E per condividere il percorso, gli adempimenti e gli obiettivi dei prossimi mesi il sindaco di Torino Piero Fassino e il vicepresidente della Provincia Alberto Avetta hanno convocato l'assemblea dei sindaci di domani mattina. Ma al di là del dibattito sulla presentazione delle liste e la ricerca di un dialogo tra le forze politiche per un Consiglio metropolitano forte e con una mentalità costituente per raccogliere una nuova sfida territoriale su modello delle grandi aree europee, quali sono, concretamente, le opportunità (o le penalizzazioni) per un territorio come il Canavese? Gli industriali del territorio guardano con attenzione quello che sta succedendo in questo passaggio amministrativo epocale. «La Città metropolitana può funzionare ed essere una grande opportunità - dice Fabrizio Gea, presidente di Confindustria Canavese - qualora si realizzino due prerequisiti fondamentali, sui quali siamo impegnati in prima persona ovvero snellimento burocratico e infrastrutture efficienti». Gea e il suo gruppo, negli ultimi due anni, hanno lavorato molto su un Canavese a zona burocrazia zero, come luogo di sperimentazione e di azione concreta per favorire insediamenti di nuove realtà produttive e rilancio. Il progetto degli imprenditori, elaborato attraverso studi specifici e analisi sul territorio, va avanti, nonostante i cambi di Governo. E Gea ci tiene a sottolineare: «Il nostro lavoro è continuato e continua anche se, negli ultimi mesi, lo abbiamo fatto in silenzio. Ma il silenzio non deve essere scambiato per stasi e mancanza di azione». «Tra l'altro - osserva - il nostro documento Strategie per il Canavese altro non è che un documento di politica economica. E la Città metropolitana, con i quadranti sui territori potrebbe facilitare i rapporti nella direzione che noi auspichiamo se, come territorio, impariamo a muoverci con una voce sola e per progetti strategici. Noi, da parte nostra, crediamo di aver dato e di voler dare un contributo importante». ©RIPRODUZIONE RISERVATA