Allarme strade Un albero su quattro rischia di cedere

di Simona Bombonato w BOLLENGO Sono gli osservati speciali dopo le raffiche di vento mista a grandine di lunedì pomeriggio. Ora l'allarme scatta per platani, tigli, cipressi, betulle, acacie lungo le strade. Giganti buoni potenzialmente mortali che la mappatura della Provincia certifica nel 90% dei casi sopra i 40 anni di età, con fusti dagli 11 ai 20 metri di altezza. Costeggiano da mezzo secolo le strade extraurbane (se ne contano 4000 in tutta la provincia di Torino) ma quel che oggi preoccupa, con la conta dei danni appena iniziata dopo la tempesta di inizio settimana che ha messo in ginocchio soprattutto Bollengo per la zona di Ivrea, è che uno su quattro sia da abbattere. Lo dicono i forestali incaricati da Palazzo Cisterna di effettuare i controlli sulla loro stabilità. Il punto è che «in questo caso non ci troviamo a discutere dell'aspetto paesaggistico, che passa in secondo piano senza pensarci un attimo – dice l'assessore provinciale alla Viabilità Alberto Avetta – . A rischio c'è l'incolumità di chiunque abbia la sfortuna di capitarci sotto nel momento sbagliato». Lunedì ci sono state cadute di piante a Strambino. Ma è andata bene. Epilogo drammatico invece a giugno a Firenze, dove un albero sferzato dal temporale è costato la vita a zia e nipotina di due anni rimaste schiacciate dal tronco spezzato, e lo stesso a None ieri l'altro dove ha perso la vita un autotrasportatore di 33 anni che aveva parcheggiato sotto una quercia per ripararsi dall'acquazzone. I tecnici forestali della Provincia entro l'anno passeranno in rassegna una a una le piante che costeggiano le strade dell'Eporediese. Che non saranno prese nuovamente in esame prima di quattro, cinque anni, la durata media di un intero ciclo di controlli a tappeto di portata provinciale. «In questo momento siamo intervenendo sulla provinciale 590, la Chivassesse che porta in Canavese – fa il punto Avetta – Entro dicembre dovrebbe essere monitorata la zona colpita dal maltempo di lunedì. Lo scrupolo nell'individuare eventuali segni di cedimenti sarà massimo dopo quanto è successo». Valutazioni di stabilità in corso, come in corso è la conta dei danni in agricoltura soprattutto nella zona di Bollengo. «A Chiaverano e Cascinette la grandine era più piccola – fanno sapere da Cia provinciale – A Bollengo stiamo ricevendo segnalazioni di strutture agricole molto danneggiate, oltre alle colture distrutte». Grano, mais, soia, frutteti, ortaggi per cui chi non si era assicurato da lunedì ha perso il sonno, mentre per i caseggiati si può solo sperare nel riconoscimento dello stato di calamità naturale (raro e in tempi biblici). Dalla Provincia, che raccoglie le segnalazioni di danni dei Comuni sulla base delle denunce dei privati, arriva l'invito a produrre la documentazione entro quindici giorni. Una volta istruita la relazione, la Provincia trasmetterà alla Regione e questa alla prefettura. L'assessore provinciale all'agricoltura Marco Balagna: «Non si facciano illusioni gli agricoltori. Eventualmente solo i fabbricati e solo per una quota parte posso ambire al risarcimento pubblico».